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03 January 2000 @ 09:36 pm
Ashley e Dylan - Spighe di cera (seconda parte)  

Ashley e Dylan - Spighe di cera *





Piastrelle.
Piastrelle azzurre, superficie perfettamente liscia.
L’orlo dei pantaloni, sfilacciato.
Luce.
Dylan non ricordava tutta quella luce nell’appartamento, non ricordava neanche di aver indossato i jeans a zampa prima di partire.
Ci sono strappi asimmetrici sulle ginocchia – dietro, la prospettiva sfocata di una porta chiusa.
Asciugamani e boccette, spazzole per capelli.
E il dentifricio che usava sempre a New York, sulla mensola - quello che nei negozi di Rosenfield non era più riuscito a trovare. Quello nel tubetto fucsia con le stelline dorate – che sullo spazzolino prendeva le sembianze di una strana poltiglia radioattiva.
“Non vorrai davvero metterti in bocca quella roba,” aveva protestato Ash, la prima volta che vi si era imbattuto.
E lui l’aveva raccontato a Jude, che la schiuma si colorava di viola. Che il sapore era un misto di banana e ciliegia e che la lingua diventava fosforescente, quando risciacquavi la bocca.
Jude arricciava il naso – erano i momenti in cui Dylan non sapeva mai se sfotterlo o baciarlo.
Eppure le sue smorfie appaiono lontanissime, adesso – i ricordi si alternano in maniera confusa e anche la pelle sembra aver perso le tracce di sensazioni che erano ancora perfettamente vivide, fino a poche ore prima. Fino a quando Ash non ha aperto la porta, finché gli occhi non hanno incrociato i suoi.
È stato un momento.
E tutto è crollato di colpo – la percezione di sé, il coraggio che Dylan aveva costruito con impegno e pazienza. La speranza folle di riuscire ad abbracciare suo fratello - riuscire a parlargli. Avvicinarlo.
Si preme le mani sulle palpebre, con forza.
Non saprebbe dire da quanto sia rinchiuso nel bagno – perde sempre la concezione del tempo quando piange. O quando si nasconde.
Gli succedeva anche da piccolo – se Ash non veniva a stanarlo in qualcuno dei suoi rifugi avrebbe potuto trascorrerci dentro giornate intere senza che nessuno avesse più notizie di lui.
Nel frattempo è cresciuto, però, ed è fuggito in una città lontana. Ha scompigliato la vita di praticamente tutte le persone a cui teneva, è tornato a casa. Ha minato le certezze di suo fratello – ancora. E non può più permettersi un nascondiglio, non può permettersi neppure di piangere, ormai.
Quella casa non è mai apparsa tanto estranea – tirando su col naso prova a ripensare a quando viveva ogni spazio naturalmente, ma anche quel ricordo deve esser sfumato via con gli altri perché mentre piega al petto le ginocchia - mentre tenta di alzarsi in piedi, di raggiungere la porta – la sensazione è quella di camminare sospeso nel vuoto. In un mondo lontano, abitato da echi indistinti. Impronte sbiadite.
C’è silenzio, nel corridoio.
C’è silenzio in sala – dalle stanze non arriva alcun rumore e Dylan sente il sollievo sciogliersi nel sangue prima di rendersi conto che quell’immobilità può significare solo che Chris se n’è andato. Che se n’è andato via anche Ash, che era inevitabile. Che forse sarà inevitabile sempre, d’ora in avanti.
E c’è solo la visione di suo fratello sulla soglia della stanza, quando sposta lo sguardo verso la porta d’ingresso. C’è Ash sullo sfondo della camera – fragile e perso come non ricorda di averlo mai visto. Lontano come quando è ferito, come quando sta male e diventa irraggiungibile.
Quell’ordine agghiacciante, poi – quella precisione.
Abiti ripiegati uno su l’altro e le sue cose esattamente come lui le aveva lasciate prima di partire – come se tutto dovesse aiutarlo a sentirsi bene. Sentirsi a casa.
La sensazione è che neanche quel posto gli appartenga, invece - che la sua assenza sia diventata strutturale e che un modo per raggiungere Ash non esista più, ormai.
La verità è che Dylan non avrebbe mai dovuto lasciarsi andare – telefonare a Chris è stato l’ultimo errore di una serie troppo lunga.
E adesso non riesce a pensare a nulla che non sia il desiderio di farsi piccolissimo, invisibile. Qualcosa che puoi avere vicino senza notarlo nemmeno. Senza accorgerti.
L’istinto è quello di tornare a barricarsi nel bagno, quando sente scattare la serratura della porta: resta immobile nel centro della stanza, invece – occhi spalancati in direzione del rumore e una vertigine paurosa che sale dalle stomaco in ondate incalzanti.
I muscoli impietriti – ogni nervo. Teso.
Incrociare gli occhi di Chris, in quel momento, è come aggrapparsi con tutte le forze all’unico appiglio disponibile. Accorgersi che Ash non è con lui è come aprire le mani, lentamente.
Allentare la presa – distendere le dita una ad una.
E lasciarsi cadere.
“Dee.”
Sobbalza, non appena l’amico pronuncia il suo nome.
“Ho portato Ash dai tuoi,” lo sente annunciare, mentre chiude la porta. “Non mi sembravate nella condizione di discutere civilmente e ho pensato fosse il caso di rimandare a quando avreste avuto entrambi una notte di sonno sulle spalle.”
Ma Dylan non risponde – non si lascia avvicinare, nemmeno.
Il divano è lì accanto, solo pochi passi e si siede lentamente sui cuscini – stringe le ginocchia fra le braccia.
Guarda fisso davanti a sé, immobile.
“Possiamo evitare lo stato catatonico, per favore?” sospira Chris, alle sue spalle. “Non per essere insensibile, Dee, ma ho passato le ultime ventiquattr’ore a seguire i tuoi sbalzi d’umore e l’ultima mezzora a litigare con tuo fratello. Sono stanco anche io,” aggiunge, rassegnato. “Vogliamo parlare o preferisci andare a dormire e rimandare tutto a domani?”
E lui vorrebbe riuscire a dirgli che è impensabile: che se dormire da solo era terribile a Rosenfield adesso non sembra proprio possibile passare la notte nel letto che ha diviso con suo fratello per così tanto tempo. Non senza Ash.
“Mia madre,” mormora invece, perché certi incubi sono difficili da trasporre in parole.
"Tua madre?"
“Devo telefonarle. Poi,” chiarisce.
Ma non è un’intenzione reale – solo l’eco della raccomandazione di Ash che continua a battere nella mente insieme ad ogni altra cosa detta quella sera. Insieme ai suoi occhi immobili, al profilo fragile delle spalle.
"Vuoi fare ora?”
Quasi non capisce di cosa Chris stia parlando, quando lo sente fare quella domanda.
“Starà probabilmente aspettando di sentirti, comunque."
“Mia madre?”
Sedendosi sul divano al suo fianco, l’altro scuote la testa.
“Non pensavo che l’avrebbe presa così male,” mormora, e lui sente il cuore fermarsi prima ancora che aggiunga: “Ash, dico.”
C’è un istante di silenzio, dopo, come se Chris stesse cercando di pesare le parole.
“Avrei dovuto prevederlo, ma… Mi spiace. Non era sensato aspettarsi che poteste davvero chiarire subito.”
“Sono andato via,” risponde allora Dylan, come se in qualche modo fosse fondamentale togliere ogni responsabilità dalle spalle di suo fratello. Come se dovesse essere chiaro a tutti, che non è colpa di Ash.
Si asciuga gli occhi, stropicciandoli.
“Ma non è solo questo,” dice Chris, puntando i gomiti sulle ginocchia. “Cioè, Dee. In tutta sincerità. Quando il tuo vicino di casa mi ha detto che te n’eri andato avrei voluto strangolarti: ero incazzatissimo, più ancora che preoccupato. Ash niente, invece - è entrato in una specie di trance in cui tutto doveva sembrare normale, non fosse che si è installato nel mio appartamento e io e Alan abbiamo impiegato una settimana per convincerlo a mettere il naso in strada. Non credo abbia mai davvero processato la cosa, capisci?”
“Lo so,” sussurra lui.
E fa male in una maniera straziante, ascoltare quei particolari. Fa male più ancora che immaginarli - raggomitolarsi nella sua stanza a Rosenfield e domandarsi in quale modo stia tentando di difendersi, Ash.
Lasciarsi lacerare dal bisogno di proteggerlo. Odiarsi.
E sentire dentro quella tenerezza inutile, così immensa da non saperla neanche arginare. Da ritrovarsi sopraffatto – sempre.
“Adesso deve processare anche il mio ritorno, però,” mormora, tenendo lo sguardo fisso nel nulla. Sentendo gli occhi bruciare – la gola stringersi. “E la mia incapacità.”
“Devi darti tempo, Dee. Non può essere facile.”
“Sì…” si limita a commentare lui, ma si accorge che Chris non potrebbe dire assolutamente nulla per farlo stare meglio. Ha mal di testa, e non saprebbe neppure dove trovare un analgesico in quell’ordine alieno.
“Non so cosa devo fare,” ammette, premendosi la mano sulla fronte.
Lentamente, Chris torna ad allungare il braccio verso di lui – chiude la mano sulla sua nuca.
Con delicatezza, muove le dita in un massaggio rilassante, leggero.
“Credo che la cosa più importante sia cercare di stare meglio,” mormora, a voce bassa, come per non spaventarlo. “Non sei più da solo, adesso: puoi provare almeno a lasciare che siano gli altri a occuparsi di qualcosa. Non so quale sia il problema con Ash e non ti sto dicendo di parlarne con lui – soprattutto non adesso – ma io sono qui. Non posso fare molto, forse, ma non devi per forza tenerti tutto dentro fino a quando esplodi e mi tocca guidare sei ore per venire a recuperarti. No?”
Un attimo di pausa, poi si fa più vicino.
“Adesso sei stanco. Ed era stanco lui. Ma domani andrà meglio, vedrai.” Scuotendo la testa, gli preme le labbra sulla tempia. “Non potete aspettarvi che tutto torni a posto subito. Soprattutto, non con Ash. Ma gradualmente certe cose si ricostruiscono.”
“Sì,” mormora Dylan. Ancora.
E pensa che è quella la misura di quanto sia cambiato – di come la lontananza da suo fratello abbia ucciso per sempre qualcosa e del fatto che l’infanzia si sia conclusa definitivamente il giorno stesso in cui ha lasciato New York: perché un tempo avrebbe creduto a qualsiasi cosa che Chris gli avesse detto, anche la più improbabile. La più irreale.
Adesso l’unica verità di quel discorso si riduce al suono della sua voce, invece. Alla vibrazione che accarezza la pelle mentre la stanchezza allenta un poco i nervi e lui abbandona la testa sul suo petto – occhi chiusi. Capelli scesi sul volto, sul collo.
Deve essersi addormentato, dopo.
Ricorda le dita di Chris affondate nei capelli e la sensazione di lontananza incolmabile – lontananza da tutto. I muscoli intorpiditi dalla posizione, lo sguardo verdissimo di Ash. Nella mente.
“No,” deve aver borbottato, quando l’amico gli ha proposto di spostarsi in camera. E deve averlo spinto via in malo modo quando lo ha sentito sospirare, esausto: “Avanti, Dee. Sii ragionevole.”
Soltanto più tardi, con gli occhi sbarrati nell’ombra chiara del primo mattino, ha realizzato davvero di aver passato la notte sul divano di casa sua. Ha realizzato l’assurdità di tutto questo – la follia di Ash che si accampa dai genitori e di lui che si accampa in salotto, la specularità impressionante delle loro solitudini.
E si è tirato in piedi – ha annodato i capelli sulla nuca. Ha stirato la maglia lungo i fianchi come se dovesse rendersi presentabile per un qualche appuntamento importante e poi ha aggirato il divano, ha raggiunto la porta della camera. L’ha scostata lentamente, un millimetro alla volta.
Un respiro. Alla volta.
Non potrebbe dire di essersi aspettato sul serio di trovare i contorni del loro letto, quella mattina, eppure ogni cosa sembra essere esattamente al proprio posto e lui pensa che deve esserci per forza una ragione se gli oggetti non ti abbandonano quando tu li tradisci. Se restano sempre lì, sempre immobili.
In attesa, forse.
Senza far rumore si siede sul pavimento e segue con gli occhi l’ombra scura del corpo di Chris. Incontra la diagonale del suo braccio, l’ascella incastrata al bordo del materasso e le nocche della mano che sfiorano terra. La curvatura del ginocchio, l’orlo dei pantaloni.
È dolce.
Dolce notare come non abbia perso l’abitudine di dormire scomposto e dolce anche accorgersi che non sono soltanto gli oggetti, a proteggere il tuo posto nel mondo in attesa che tu ti decida a tornare.
Chris non ha fatto altro che quello – da sempre.
Ed è impossibile non essergli grato per aver dormito nel letto che lui ed Ash hanno abbandonato, quella notte. Per trovarsi lì adesso, mentre i sensi stanno cercando di riabituarsi alle immagini consuete e il coraggio è come un animale che devi stanare con la sola forza di volontà.
Dylan non ha idea di quando abbia maturato la determinazione a restare – restare in ogni caso, per quanto faccia male. Per quanto possa esser difficile, malgrado la paura. Restare in quella città.
Chris addormentato in camera deve aver avuto un qualche peso, però, o forse c’era bisogno soltanto di attraversare in silenzio le ombre della mattina. Di sedere ai piedi del letto e permettersi di respirare nell’aria l’odore di suo fratello – farlo senza fretta. Avvicinando le sue tracce, prima di avvicinare lui.
“Ehi.”
Avrebbe voluto che quel momento durasse ancora un po’ – poter contare su qualche altro istante di quiete, di respiri - eppure non può fare a meno di incantarsi di fronte al modo in cui l’amico sbatte le ciglia e si sfrega le palpebre. O di fronte all’assoluta tranquillità con cui registra la sua presenza – come se trovarsi i suoi occhi addosso non fosse una sorpresa né un fastidio. Come se si aspettasse esattamente quello, in un certo senso.
“Sei già sveglio?”
Ha la voce assonnata, un po’ roca. Ricorda il tono con cui parlava dopo il sesso – Dylan immagina che qualcuno potrebbe facilmente trovarlo erotico: a lui, per qualche strana ragione, ha sempre fatto una tenerezza immensa.
“Non pensavo di saper prendere decisioni tanto drastiche,” mormora, appoggiando distrattamente il mento sulle ginocchia. “Partire, prima. Così da un giorno all’altro… E poi tirarmi fuori dalla storia fra Jude e Raven, tagliare tutti i ponti con Rosenfield. Ho tolto la scheda dal cellulare, sai? L’ho gettata in autostrada.”
Sbadigliando, Chris allunga il braccio verso di lui.
“Sei sicuro che sia stata la cosa migliore?” domanda, tirandoselo contro il petto. “Che non te ne pentirai, quando sarai un po’ più tranquillo?”
Ma lui non risponde, si lascia semplicemente abbracciare. Si lascia trascinare sul materasso, senza opporre resistenza, e solo quando sente il calore delle coperte sotto le mani si rende conto che un altro confine è stato varcato. Che non c’è Ash, in quel letto, ma non sembra neanche esserci il suo odore nelle lenzuola. C’è stanchezza, forse. E cautela.
Ma non paura.
Non la sensazione di soffocare e nessuna visione indecente nell’ombra. Niente di troppo mostruoso, stranamente.
“Chris?” sussurra allora, quasi sottovoce. Come se soltanto adesso trovasse il coraggio di fare quella domanda a qualcuno – o di farla a se stesso. “Credi che tornerà?”
Silenzio.
“Avrei dovuto aspettarlo nel nostro letto, stanotte - farmi trovare nel posto giusto. Se fosse venuto.”
“Avresti dovuto dormire nel vostro letto perché il divano è un'arma di tortura, Dee. Le possibilità che Ash tornasse stanotte correndo il rischio di svegliarti dal tuo meritatissimo sonno erano prossime allo zero,” commenta l’altro, prima di abbassare la testa per incrociare il suo sguardo. “Però non vuol dire che non vuole stare con te, lo sai. Ha solo le idee un po’ confuse su cosa vuoi tu da lui.”
“Io ho deciso di aspettarlo. Solo questo.”
“Cercheremo di farglielo capire, allora” è la rassicurazione dell’amico. “Non sarà immediato, forse, ma riuscirete a risolvere tutto. Ne sono sicuro,” dice.
Subito dopo sembra trattenere il fiato, però. Esitare. E quando mormora: “C’è una cosa che devi sapere, comunque,” ha l’aria di essersele rigirate in bocca per troppo tempo, quelle parole, perché Dylan non senta il cuore fermarsi di colpo. Perché non si tiri indietro d’istinto, come se questo potesse servire a proteggersi. Mettere almeno un po’ di distanza.
In realtà era inevitabile – perfino mentre cercava di non pensarci sapeva benissimo che il momento sarebbe arrivato. Perfino mentre si stendeva sul letto e non registrava alcun odore fra le lenzuola.
Lenzuola pulite, evidentemente.
Per un attimo la tentazione è quella di fuggire ancora – prender tempo, magari, chiedere a Chris se vuole del caffè o afferrare la valigia non ancora disfatta e rinnegare tutti i propositi.
Andarsene, non importa dove.
Si limita a nascondere le mani fra le ginocchia, invece. E a radunare la voce – perché per qualche strana ragione la prospettiva di sentirselo dire dalle labbra di Chris appare intollerabile.
“Lo so,” sussurra, quasi di fretta. Quasi senza fiato.
E non sa nulla, a parte il fatto che adesso lui parlerà comunque. Che tentare di fermarlo è stato inutile, e che Chris non fa mai sconti a nessuno sulla realtà delle cose.
Neanche a lui.
“Devi capire che è importante, Dee. Che tu non faccia storie, su questo. Che non…”
Eppure c’è una dissociazione strana fra quelle parole e lo scorrere del presente – Dylan registra in tempo reale suono e significato ma le immagini sembrano rallentate nella prospettiva dello sguardo e sembra rallentato il tocco con cui l’amico gli accarezza la schiena, il battito del sangue nelle vene. Sembra diverso il freddo che si spande dallo stomaco – come quando qualcosa collassa d’improvviso, nel tuo corpo, e la fronte inizia a sudare anche se i muscoli sono congelati.
“Non so quale fosse esattamente il problema, quando te ne sei andato, ma capisco l’istinto di protezione,” continua Chris, mentre la mente si svuota. Poco a poco. “E capisco anche la gelosia, in fondo, perché io stesso l’ho provata sia con te che con lui. Ma tu non c’eri, quando è successo tutto. Non li hai visti.”
Silenzio.
“E non hai idea di quanto Mike tenga a lui, o di quanto lui abbia bisogno di Mike,” aggiunge, senza che Dylan riesca più quasi a capire. O a sentire.
C’è solo quel nome che echeggia nelle orecchie e il suono delle sillabe che si distorce.
L’immagine di quell’uomo, improvvisa.
Mani.
Nausea.
“Una tua reazione sbagliata potrebbe rovinare tutto, vorrei che lo capissi. E vorrei che capissi che non sarebbe giusto per Ash, qualunque sia la…”
Porta.
La porta gli viene incontro come un pugno in faccia - corridoio sala bagno.
Il tonfo sordo delle ginocchia sul pavimento.
Disfarsi, poi.
Nei conati di tosse – pugni stretti sul bordo della tazza e le mani di quell’uomo sui fianchi, sulle anche. Più in basso.
C’è il sapore di incubi mai scordati, in bocca, e per un attimo la sensazione di soffocare è così nitida che Dylan artiglia con forza il collo della maglietta. Lo tira verso il basso – cerca l’aria.
Ed è sfinito, quando i muscoli tornano a distendersi per lasciarlo crollare contro la parete.
Quando si accorge che c’è già più luce, nella stanza, e che la figura di Chris appoggiata allo stipite della porta è la cornice immobile di uno sguardo teso.
Frustrazione, forse. Forse rabbia.
Chiude gli occhi.
Al momento nessuno scenario gli sembra troppo assurdo – potrebbe sentire la pelle tendersi sotto lo schiaffo dell’amico e non sarebbe una sorpresa. Non sarebbe strano trovare il fotografo, seduto sul bordo della vasca - la camicia incollata al petto e la curva dei muscoli a tendere la stoffa. La curva delle labbra.
Avrebbe dovuto prepararsi per tempo.
Essere appena più coraggioso e tentare di familiarizzare poco a poco con l’idea che il fotografo sarebbe diventato Mike, recuperare un po’ per giorno i particolari della sua fisicità e allenarsi ad accostare le forme del suo corpo con le proprie.
Poteva farlo – sarebbe bastato lasciar entrare le immagini quando la stanza era avvolta nel silenzio e le notti sembravano non dover mai finire. Poteva cercarla nelle strade levigate di Rosenfield, la sua forza: permettersi di osservare il profilo morbido delle colline e studiare il contrasto quasi pauroso con la spigolosità delle montagne - ricordare le fotografie.
Ombre e luci scolpite sulla carta, prospettive terribili.
Ha cercato soltanto di sopravvivere, invece.
Ma adesso ogni contatto è una violenza - perfino l’attenzione di Chris sembra incapace di attutirne l’impatto sulla carne. Perfino le parole evocano visioni troppo mostruose – troppo aliene.
Non è mai riuscito a guardare dentro il buio, Dylan.
Quando era piccolo si rintanava sotto le coperte e serrava gli occhi con forza quando sua madre spegneva le luci nella camera. Premeva le mani sulle palpebre per non vedere certe scene in televisione, voltava la testa se suo fratello gli mostrava un ginocchio sbucciato.
Di fronte al fotografo ha mani e piedi legati, invece – spilli appuntati alle ciglia e un fazzoletto arrotolato nella bocca. Il corpo nudo, le sue mani.
Sulla pelle.
E l’orrore indicibile di doverne seguire i movimenti – misurare la grandezza dei palmi sulle proprie ossa e registrare la tensione potente di ogni muscolo, il tendersi e rilasciarsi dei nervi. Le vene in rilevo, sotto la pelle.
Ash.
Che si plasma in forme sinuose, che muta espressioni e lineamenti e rovescia indietro la testa vestendosi di una sensualità tossica. Vestendosi di pigmenti neri come un’antica regina egizia – occhi allungati e la piega di un sorriso che solo il fotografo sembra capire. Che lui non riesce a riconoscere, a decifrare.
Cancellare quell’immagine dalla mente è un atto di volontà che quasi polverizza il cervello – chiudere qualunque visione in luoghi lontani e segretissimi.
Luoghi oscuri.
E concentrarsi sulla fatica di muoversi, dopo - palmi premuti a terra e dita che cercano di serrare la presa sul tubetto del dentifricio. Niente pensieri, niente.
Solo lo sfregare dello spazzolino sui denti e i gesti che si fanno lentamente un po’ più fluidi - la spugna dell’asciugamano sulla bocca. Sulla fronte.
Incrociare il proprio volto nello specchio è una sorpresa che neanche fa più male, a quel punto.
“Ho finito,” dice allora a Chris, lanciandogli uno sguardo attraverso il vetro. “Puoi smettere di vigilare, non sono morto. Non morirò.”
L’altro sospira, muovendo un passo all’interno del bagno.
“Risparmiami il sarcasmo, Dee,” commenta, asciutto. “Anche se da questa reazione posso almeno dedurre che Mike abbia in qualche modo a che fare con le ragioni per cui ci hai piantati in asso per scappartene a Rosenfield.”
Si ferma, poi. Esita, prima di allungare un braccio a toccargli la spalla.
“Puoi spiegarmi qual è il problema?” domanda, gentilmente. “Hai avuto qualche casino con lui, in passato? Una discussione, o…” Si interrompe, vagamente a disagio.
E Dylan pensa che non si abituerà mai a sentir pronunciare quel nome – pensa che dovrà spogliarlo di ogni valenza personale per riuscire a conviverci e pensa anche che deve esser la stanchezza a non farlo sussultare, a non permettergli di fermare l’attenzione su quel che Chris vuole suggerire.
“Nulla del genere,” scandisce in fretta, avviandosi verso la porta. Poi, appena più incerto: “Smettiamo di parlarne, ok?”
“Non possiamo smettere di parlarne, Dee. L’ultima volta che abbiamo evitato di parlare sei scappato a Rosenfield senza dire niente a nessuno e solo dieci minuti fa sei dovuto correre a vomitare. Come pensi di fare a vivere fianco a fianco con loro, vuoi spiegarmelo?”
Ma lui non risponde – non si ferma neanche, non si volta.
Entra in cucina, invece, cercando di orientarsi di nuovo nella disposizione dei pensili e spalancando a vuoto almeno tre ante prima di ricordarsi che stava cercando il barattolo del caffè.
“Vieni a stare da me,” dice Chris, di colpo.
Evitare di scoppiare a ridere è impossibile – una risata fin troppo pungente.
Amara.
“Hai paura che lo strangoli sul pianerottolo, Chris?” domanda, lanciandogli uno sguardo. “Non ci riuscirei neppure se volessi, è grosso almeno il doppio di me.”
“Ho paura che avrai una crisi di nervi la prima volta che vedrai come lo tocca,” ribatte l’altro, impassibile. “E che quando Ash avrà capito che il tuo problema è il tipo con cui si vede deciderà di mandare a puttane la prima persona che lo sta facendo stare bene per non urtare la tua sensibilità.”
“Dio!”
Lasciando cadere il barattolo sul tavolo, Dylan si volta di scatto.
“Sei stato tu a riportarmi a New York, tu hai detto ad Ash che sarei tornato!”
“Non ti azzardare a scaricare la colpa di tutto questo su di me, Dylan!” sbotta Chris, incredulo. “Sono due giorni che non faccio altro che cercare di rimediare ai casini che tu hai combinato – mi sono fatto centinaia di chilometri in auto solo per venirti a prendere quando tu mi hai telefonato disperato chiedendomi di raggiungerti. Che cazzo dovevo fare, tornarmene indietro da solo tutto contento come fosse stata una gita? O fermarmi anche io nella tua pensioncina – una vacanza insieme, lontano da tuo fratello e da tutto il resto della nostra vita?”
“Pensavo davvero che non sarei tornato mai più,” è tutto quel che Dylan riesce a rispondere, allontanandosi di un passo. Lasciando scorrere lo sguardo lungo le pareti della cucina, gettandosi indietro i capelli. “Lo avevo giurato. Per lui.” Scrolla la testa, prendendo fiato. “Ma adesso sono qui, e lui è convinto che io non sopporti la sua presenza. Che sia partito per non averlo intorno, per liberarmene. Credi davvero che si toglierà dalla testa questa stronzata, se adesso lo lascio ancora per accamparmi in casa tua? Credi sul serio che esista un modo per non fargli male, Chris?”
Sente bruciare gli occhi, d’improvviso, e ingoia le lacrime con un’ostinazione che non pensava neanche di avere. Che credeva piegata dalla stanchezza, e dal pianto.
“Qualunque cosa io faccia è comunque una ferita - se gli parlo, se resto in silenzio. Se rimango o se me ne vado - qualunque cosa. A… Mike” aggiunge, sforzandosi di articolare le sillabe. “A Mike non posso che essere grato, se lo fa star bene. Se tu mi assicuri questo… Potrei invitarlo a cena, una sera…”
“Di Mike non devi preoccuparti, ci pensa Ash a gestirlo. Ma Dee, prova un attimo a pensare come sarebbe vivere con lui adesso. Per entrambi. Non resistereste per più di dodici ore, insieme – e alla fine mi ritroverei Ash, accampato nel mio salotto.”
“Io non so che cosa fare, Chris…”
“Vieni a stare da me,” ripete l’altro, come se fosse semplice. “Almeno fino a quando non avrete ricucito un po’ i rapporti. O avrete ripreso a parlarvi,” aggiunge. E ha il tono di quando pare più adulto e più saggio – di quando sembra avere tutte le risposte e nessuna incertezza dentro gli occhi. Nessuna esitazione.
A volte Dylan se lo ricorda così, da quale storia arrivi Chris. Con quale persona abbia costruito la sua maturità e quanta esperienza debba avergli portato, riuscire a gestire Gabriel. Stargli lontano quando chiedeva tempo, aspettarlo. Per anni.
È quasi un sollievo, il pensiero di arrendersi a lui.
Fidarsi di nuovo, allentare per un attimo la tensione e tornare ancora bambino per una sola volta.
L’ultima.
“Ma cosa potremmo dire, ad Ash?” domanda, quasi con cautela. Poi, più inquieto: “Penserà che non voglio stare con lui, che sto provando di nuovo a…”
“Ash penserà quel che vuole comunque, lo conosci.” Infilandosi le mani in tasca, Chris si appoggia al muro. “Posso spiegargli io, però. Dirgli che è stata una mia idea.”
“Una tua idea?”
“Sì. Che tu non eri d’accordo, ma che hai poi deciso per farlo stare tranquillo. Per dare tempo a entrambi di fare le cose con calma. Tornare a parlarvi.”
In realtà non saprebbe dire perché stia accettando, Dylan: se si tratti di stanchezza o di disperazione, se sia il bisogno di lasciarsi aiutare o la necessità di imboccare una strada qualunque. O vigliaccheria.
È’ straniante, pensare di aver rivisto suo fratello e di non esser riuscito neppure ad abbracciarlo. Pensare alla voglia che aveva di toccarlo – così intensa. E così spaventosa, anche. Pensare alla paura.
Eppure annuisce, distogliendo gli occhi. Esce dalla stanza, prende la valigia.
Prende il giubbotto.
E si sente fragile come un filo d’erba, fragile come l’istante di silenzio che la sera prima ha unito il suo sguardo a quello di Ash. Fragile come solo Ash sa essere quando è lontano – quella fragilità di vetro che se la tocchi rischi di tagliarti e se ci guardi attraverso non vedi altro che riflessi infiniti.
Un universo di immagini tutte uguali, tutte false e tutte vere.
E la sensazione che qualcosa si nasconda, nella criptografia di quel mosaico: il ricordo di due bambini identici che giocano a scambiarsi i nomi e che si guardano stupiti, quando qualcuno sbaglia l’uno per l’altro.
Perché i confini non sono poi così netti ma c’è un istinto innato, in quel loro percepirsi a vicenda. Nel miracolo di potersi toccare toccando l’altro – nel sentire l’altro.
Dentro di sé.
L’equilibrio sembra sepolto in quegli anni, dimenticato lungo il percorso della crescita o perduto per strada in un momento imprecisato dell’infanzia. Disimparato come una vecchia filastrocca – scordato per sempre. Come una favola.
E forse soltanto quei bambini, ancora, ne conservano il segreto.



LINK PRIMA PARTE

* Yo vi dos dolorosas espigas de cera
que enterraban un paisaje de volcanes
y vi dos niños locos que empujaban llorando las pupilas de un asesino.
(Federico García Lorca, Poeta en Nueva York - Pequeño poema infinito)






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ladyaikaladyaika on January 3rd, 2011 10:00 pm (UTC)
Potete stare tranquille, il capitolo è perfetto.
Uno dei più perfetti degli ultimi tempi.
Se non avessi le mani blu per il freddo e la mente piena di parole, cercherei di comporre un commento decente.

Ma il capitolo è bellissimo. Davvero.
Merita un po' di calma per essere commentato ^^
Mi mancavate.
[ogni volta che leggo qualcosa di vostro mi vien voglia di scrivere, fra l'altro]

PS una mozione per fare santo Chris? La sua pazienza gareggia con quella di Raven ^^
Roh e Fata: Ashrdv_capitoli on January 4th, 2011 09:04 am (UTC)
Sono felice che ti piaccia.^^
Credo che il pov di Ash sia uno dei pezzi che mi ha dato più soddisfazione degli ultimi mesi - e mi mancava un po', avere qualcosa di cui fossi felice.^^
Fata ha avuto qualche problema con Dee, invece, quindi ecco: il fatto che il capitolo ti sia sembrato perfetto sarà un sollievo.^^ Anche io penso che sia venuto bene, nonostante la gestazione sia stata un po' un incubo. *rolling-eyes*

PS una mozione per fare santo Chris? La sua pazienza gareggia con quella di Raven ^^
Chris approva.
E dice anche che era ora, dopo tutto sto tempo in cui si fa venire l'esaurimento per tenere vivi quei due... *rolling-eyes*

Roh e Fata: Bjrdv_capitoli on January 4th, 2011 10:01 am (UTC)
Confermo: è un sollievo. *rolls*
Aika, grazie^^.
David sta già lavorando al santino di Chris, comunque.^^
Aspetta fiduciosa^^.
ladyaikaladyaika on January 5th, 2011 02:46 pm (UTC)
[David che lavora ad un Santino????? °__° David???? *rolls*]

Comunque.
Arrivo con un po' di ritardo, stavolta ^^ Solo che questi due giorni mi sono imbambolata a guardare film/telefilm/scrivere robaccia, quindi ho trascurato i miei doveri. Sorry .___.

Devo ammettere che mi aspettavo peggio, dall'incontro dei gemelli. Tipo piatti per aria e cose così.
Solo che in realtà credo che questo silenzio, questo muro che sembra essersi creato fra loro, sia ancora più doloroso, ecco.
Un silenzio - o parole accennate - che ferisce più di urla e strepiti.
È bellissimo come inizialmente - quando non si è ancora reso conto che davvero Dee sta tornando - Ash provi per prima cosa istinto di proteggere Dylan. Come ai vecchi tempi. Come se nulla fosse successo.
Poi, lentamente - e parallelamente al vero risveglio - si rende conto della situazione. Dee. Sta. Tornando.
Ed è terribile l'attesa, secondo me.
Cioè, io sono quel tipo di persona che quando aspetta qualcosa si fa duemila flash su come andrà, mettendomi ancora più ansia, quindi immagino un po' lo stato d'animo di Ash.
Ash che si sente fuoriposto. Che forse vorrebbe essere al posto di Chris a consolare suo fratello, ma che razionalmente non SA come fare, con che linguaggio parlargli.
[tra l'altro: la madre dei gemelli è adorabile. Seriamente, non è che sarebbe disposta ad adottare anche me? Faccio anche meno casino dei gemelli...]
Questa visione di Ash sperduto è stata particolarmente toccante. Davvero.
[sto immaginando Ash che fa le bamboline voodo di Jude, fra l'altro. Cioè, lo so che non dovrei alternare pensieri deliranti a parti serie, ma è più forte di me .__.]
Anche Dee non scherza, in quanto ad essere speduto (e tenero). Quando ha chiesto scusa ad Ash mi è venuta voglia di abbracciarlo e stringerlo fortissimo, era talmente tenero che quasi faceva piangere ♥
Però è vero. Per ricucire uno strappo del genere ci vuole tanto tempo. Immagino una cinquantina di capitoli... no?
Passando al pov di Dee.
Il dentifricio viola mi ha stesa. Seriamente. Cioè... ma certe idee come vi vengono? (anzi come vengono a Fata??)
Mi ha fatto tenerezza (di nuovo) sentirlo così sperduto, così *estraneo* . Come Ash, del resto ^^
È spettacolare quanto sia intenso il loro rapporto e quanto i loro percorsi di vita siano speculari. Però, come gli specchi, non riflettono le immagini uguali, ma a rovescio, con qualche differenza (oddio, spero che il concetto si capisca...)
Poi.
Quando Chris ha parlato con nonchalance di Mike mi è tipo preso un colpo. Tipo quando Sam e Albert parlavano di Vivian.
Cioè, non so nemmeno perché ho avuto 'sto colpo, ma la reazione di Dylan... beh, era quella che immaginavo, ecco.
In effetti non mi è nemmeno tanto chiaro perché Chris abbia parlato di Mike come dandolo per scontato... Mi son persa qualcosa?? O__ò
Tra l'altro - e qui riemerge quello che dicevo prima sul legame fortissimo dei gemelli - ho trovato bellissimo il fatto che Dee, nonostante tutto, abbia detto che se Mike fa stare bene Ash a lui va bene.
Anche se magari non gli va bene la storia è tutto, ma sapere Ash *felice* per lui va bene.
E nulla. Lo adoro. Li adoro.
Vi adoro ^^

PS scusate l'ultima parte del commento un po' frettolosa, ma ho un senso di colpa allucinante per i libri che non sto leggendo/studiando, ma dovevo finire 'sto commento, sennò mi sentivo in colpa anche per quello ^^
PPS non c'entra nulla, però: Fata, l'altro giorno ho visto la Bella&laBestia. Niente, ormai Lumiere&Tonks li immagino solo come nella tua fanfic **




Roh e Fata: Ashrdv_capitoli on January 5th, 2011 06:17 pm (UTC)
[David che lavora ad un Santino????? °__° David???? *rolls*]
Anche a Chris sfugge.
Infatti è molto sospettoso. *rolling-eyes*

Devo ammettere che mi aspettavo peggio, dall'incontro dei gemelli. Tipo piatti per aria e cose così.
^____^
In realtà, Ash ha un rapporto molto *pudico* con il dolore. È più il tipo che se ne va per poter crollare altrove – o che congela i problemi per non crollare – piuttosto che quello che urla e cerca di ferire. Il che non vuol dire che faccia meno male, in effetti, e sicuramente rende molto più difficile risolvere i problemi.
Dee ha un approccio un po’ diverso, nel senso che tende a esternare più facilmente, ma anche lui si chiude spesso in se stesso nel momento più importante. E di nuovo, non è facile.
(Chris ha rischiato l’esaurimento nervoso, credo… *rolling-eyes*)
Poi sì, credo che in entrambi i gemelli l’istinto di protezione non sia mai venuto meno. In un certo senso, è la causa di metà dei loro problemi, perché Dee è scappato soprattutto per proteggere Ash e Ash sta lontano ora per non pesare addosso a Dee. Il fatto che questo si traduca in una specie di vendetta nei confronti dell’altro è del tutto involontario. *rolling-eyes*
(E sì, l’attesa per Ash è stata terribile. *rolling-eyes* Una delle cose peggiori.)

[tra l'altro: la madre dei gemelli è adorabile. Seriamente, non è che sarebbe disposta ad adottare anche me? Faccio anche meno casino dei gemelli...]
^______^
Io AMO la madre dei gemelli.^^ Cioè, probabilmente il punto è che amo l’idea della *madre* in generale e non riesco a capire perché fino a tempi recenti tutte le figure genitoriali sono state stronzissime o inesistenti… Ma appunto, la madre dei gemelli è meravigliosa. La amo quasi quanto quella di Raven.^^
E vederla con gli occhi di Ash mi è piaciuto tantissimo. Poi boh, penso sia un po’ parte di un mio percorso. *rolling-eyes*
Sono felice che tu abbia gradito.^^

Questa visione di Ash sperduto è stata particolarmente toccante. Davvero.
Mi fa piacere.^^ Ci tenevo, che emergesse come sta vivendo tutto questo.^^
Credo che tu abbia ragione comunque quando dici che in realtà entrambi i gemelli erano terribilmente sperduti, in quel capitolo. E penso che sia un problema grosso, perché sono talmente spersi ognuno dentro se stesso che non si rendono conto davvero dell’altro. Non lo vedono e non lo sentono. (Ash, almeno. Ma anche Dee per ora sta più che altro vivendo nel *terrore* di vedere ancora Ash come lo viveva prima…)

Però è vero. Per ricucire uno strappo del genere ci vuole tanto tempo. Immagino una cinquantina di capitoli... no?
In tutta sincerità non ho idea. Penso che il fatto che Dee sia da Chris aiuterà Ash a sentirsi meno fuori posto, ma il problema di base rimane. E penso che in realtà rimarrà finché Dee non saprà spiegarli *perché* se n’è andato, davvero. Ma quando Ash saprà il perché, emergeranno altri problemi, perché comunque è una cosa grossa. E cioè. Si sentirà almeno in colpa da morire per averlo fatto star male.
Insomma, non è facile. Ma è nostra intenzione fare il possibile per riavvicinarli – cioè, non è parte della trama tenerli lontani, adesso. Solo, dobbiamo trovare il modo.
Roh e Fata: Ashrdv_capitoli on January 5th, 2011 06:17 pm (UTC)
Quando Chris ha parlato con nonchalance di Mike mi è tipo preso un colpo. Tipo quando Sam e Albert parlavano di Vivian.
Chris è dalla sera prima che cercava un modo poco traumatico di dirglielo. *rolling-eyes* Perché sai, Mike al momento è via ma presto *torna*. E ha l’abitudine di bussare alla porta di Ash a ogni ora. *rolling-eyes* Il suo incubo era che Dee andasse ad aprire la porta per trovarselo davanti e morire direttamente. *rolling-eyes* Riteneva fosse il caso almeno di avvertirlo. *rolling-eyes*
Non gli è riuscito benissimo, ecco. Ma si era appena svegliato. *rolling-eyes* Poi, sai, Dee sembrava stare meglio. Si era temporaneamente scordato che era invece in crisi. *rolling-eyes*
In effetti non mi è nemmeno tanto chiaro perché Chris abbia parlato di Mike come dandolo per scontato... Mi son persa qualcosa?? O__ò
No, è che Dee gli ha detto che lo sapeva già.^^ E in effetti se l’aspettava.
Chris l’ha preso in parola. *rolling-eyes*
Ma penso che si conoscano abbastanza da fare spesso cose del genere. Capiscono quel che l’altro intende. Poi, penso che Chris ricordasse bene l’ultima discussione che lui e Dee avevano avuto proprio su Mike. *rolling-eyes* Lo sviluppo era nell’aria.

Tra l'altro - e qui riemerge quello che dicevo prima sul legame fortissimo dei gemelli - ho trovato bellissimo il fatto che Dee, nonostante tutto, abbia detto che se Mike fa stare bene Ash a lui va bene.
Io penso che questa sia una cosa fondamentale. Cioè, so che essere innamorati di qualcuno porta anche a rivedere certe generosità, ma credo che se c’è l’amore come base – un amore *sincero* che è un *voler bene* - la felicità dell’altro debba essere la cosa più importante. A maggior ragione nel caso di Dee e Ash, in cui comunque non è un innamoramento normale.
Cioè. Credo che Dee sia stato stupendo in quel momento, e che abbia fatto una cosa difficilissima e coraggiosa e matura. Ma se non l’avesse fatto, credo che l’avrei odiato. E non solo perché si parlava di Ash e io di Ash sono protettiva, ma proprio perché da un’ottica esterna, per come la vedo io, la gelosia non può influire sull’amore tanto da cancellare in quel modo il bene che vuoi all’altro. O diventa possessività fine a se stessa, soffocante e assurda.
Soprattutto quando sai comunque di avere in mano il potere di condizionare le scelte dell’altro.
Che se Dee dicesse ad Ash di non vedere mai più Mike, Ash ubbidirebbe. Ma sarebbe bruttissimo.
E penso che sia anche per questo che Chris è stato tanto severo in quella situazione. Cioè, veicolava i miei pensieri. *rolling-eyes*
Penso che Dee in quel momento abbia davvero mostrato di essere cresciuto.^^ Chris è stato molto fiero di lui, anche se l’idea di Dee che tentava di sfamare Mike gli ha messo un po’ ansia. *rolling-eyes* (Ma si è trattenuto dal dirlo, perché lui è molto, molto sensibile. E si accorgeva che non era *esattamente* il momento giusto. *rolling-eyes*)

Per finire… Non c’è bisogno di scusarsi assolutamente *di niente*.^^
Ci mancherebbe!^^ Il commento era bellissimo tutto e non c’è nessun problema anche se è arrivato con un giorno di ritardo.^^ Anzi.^^
Grazie di averlo scritto.^^

Un bacio!^^
stemst_em on January 3rd, 2011 11:41 pm (UTC)
Leggerò presto questo e l'ultimo, però dovevo dirvi che la foto è fantastica e il titolo e la citazione anche.
(... Non è che potreste mettere anche la traduzione? Mi dispiace chiedervelo, è che a capire il senso generale riesco, però boh. Ho paura di sbagliare qualcosa, magari, e ci terrei a *capire* fino in fondo.
E... "vi" è il passato di "ver", vedere? E "asesino" è "assassino"? ... Davvero, la amo. ^^)
Roh e Fata: Ashrdv_capitoli on January 4th, 2011 08:56 am (UTC)
Vidi due dolenti spighe di cera
che seppellivano un paesaggio di vulcani
e vidi due bambini pazzi che spingevano in lacrime le pupille di un assassino.


È un passaggio di una delle mie poesie preferite di Lorca, l'ultima - mi pare in realtà sia stata aggiunta in seguito e che non facesse parte del progetto originario - di Poeta en Nueva York, la più importante delle sue opere (almeno poetiche) di denuncia e surrealismo. Tra l'altro, è una poesia importante e abbastanza 'limpida' pur essendo semi-incomprensibile nella sua rivendicazione dell'omosessualità: una delle frasi più ricorrenti è sbagliar strada è arrivare alla donna. E boh. Io la amo a livelli indicibili, non so neanche spiegare esattamente per quale ragione.
L'idea di usare questo titolo, questa citazione e questa foto per questo capitolo (o almeno, per un reincontro speculare dei gemelli) è vecchissima: l'abbiamo deciso credo un anno fa, quando Fata, senza aver mai letto la poesia, ha scritto in un pov di Dylan qualcosa che a me ha fatto scattare il collegamento immediato. (Forse solo perché sono pazza, non so. *rolling-eyes*) Per questo passaggio, in particolare:

Ma il due non è mai stato un numero,
perché è un'angoscia e la sua ombra,
perché è la chitarra dove si dispera l'amore,
perché è la dimostrazione d'un altro infinito che non è suo
.

E quando siamo tornata a rileggerlo per confrontarli abbiamo trovato quelle spighe di cera e deciso che avremmo dovuto usarlo per loro due. Anche se credo che in realtà non ci sia davvero una citazione più adatta per questo capitolo, che per quanto mi riguarda è una delle cose più angst che abbiamo mai scritto. *rolling-eyes*

Comunque. Scusa lo sproloquio. *rolling-eyes* Non ho potuto evitarlo.^^
Sono felice che la poesia ti sia piaciuta.^^
(E sì, vi è passato di ver e asesino assassino.^^)

Spero che ti piacerà anche il capitolo.^^

Kiss^^

(Stavo cercando la poesia intera da linkarti ma sembra che non ci sia quasi da nessuna parte su internet. *rolling-eyes* A parte in un blog sconosciuto di cui non mi fido troppo, quindi ecco. Magari dopo la posto da qualche parte io.^^)
Roh e Fata: Bjrdv_capitoli on January 4th, 2011 09:59 am (UTC)
Il pov in questione stava in "Numeri sbagliati", mi pare.
E sì, era stato un flash. Pazzesco.
Fra l'altro era il periodo in cui *lui* era solito apparirmi nel dormiveglia per dirmi cose. *rolls*
E' stata un pò la prova del nove, credo.
Se Roh non mi ha presa per pazza in quel momento, credo che ormai non mi ci prenderà mai più. *rolls*
stemst_em on January 4th, 2011 10:45 am (UTC)
XDD Non sei pazza. Sei *illuminata* ^______^.
Roh e Fata: Bjrdv_capitoli on January 4th, 2011 06:53 pm (UTC)
:*
^_^
stemst_em on January 4th, 2011 10:46 am (UTC)
Grazie, ho apprezzato davvero moltissimo lo sproloquio ^____^.
(E ora torno a fare una maledetta tesina ç_ç.)
ery_87 on January 4th, 2011 10:03 am (UTC)
Mmh... impresa ardua quella di lasciare un commento degno.
L'ho letta ieri sera, dopo essermi dedicata alla lettura di "Piume di Boa".
L'ho gradito molto, un capitolo su di loro. Anche perchè dopo Piume di Boa sono andata a leggere com'erano rimasti loro nella Rosa.
Ho aspettato oggi a commentare perchè a caldo le uniche parole che mi avrei scritto, sarebbero stati complimenti e ringraziamenti per le emozioni.
E' strano come i vostri capitoli mi lascino con il fiato sospeso e il cuore in tumulto. Era un pò di tempo che cercavo qualcosa da leggere di così "forte".
Per quel che riguarda nello specifico il capitolo, mi ha lasciato una sensazione strana che lì per lì non riuscivo a chiamare, nè a classificare.
Mi sono trovata con la voglia mentre leggevo, che tra loro succedesse qualcosa di fisico. Non di sessuale, ma di fisico. Come per lacerare la carne, oltre all'anima. Il pezzo è molto forte, io ho sentito moltissimo il rapporto tra i due, come un'espansione del mio con i miei fratelli. Ho sempre sentito nella vita, di essere legata a loro con un filo trasparente, sottile, ma resistente, costante. Il mio umore che cambia quando sono con loro ecc ecc.
Ash e Dee sono gemelli, cresciuti in simbiosi, come se non fossero mai usciti dall'utero materno. Percepisco tra loro un amore fortissimo, che va oltre la concezione che ho di bene fraterno. Sento, dalle vostre parole, che il bene che c'è tra loro è qualcosa che verrà sempre prima di tutto, di qualsiasi amore per... che ne so... Mike o Chris o Jude e Raven.
E' per questo che di primo acchito mi sono sentita un pò confusa, ritrovandomi a pensare che qualcosa di fisico tra loro sarebbe stato tutto fuorchè incestuoso.
Ora, non so se ho avvertito tutto ciò perchè voi siete così brave a scrivere da portarmi esattamente in questo senso, però m'è piaciuto. E ora, non ci vedrei nulla di male se loro esplodessero in contatto fisico, perchè credo siano parte dello stesso anello di una catena, credo che siano anime gemelle alla Platone, per capirci. Uno la metà della mela dell'altro. Separati soffrono, ma in un modo così straziante che il contatto fisico sembra l'unica via per tornare a sorridere. Non sono d'accordo infatti con la decisione di Chris di portarsi Dee con sè. Piuttosto poteva lasciarli soli. Ecco.

Pensiero partorito, sarà all'altezza???
ery_87 on January 4th, 2011 02:19 pm (UTC)
Ah e mi sno dimenticata di segnalarvi questo modello, che magari conoscete già, ma che è la mia immagine di Ash_Bartek Borowiec
Roh e Fata: Bjrdv_capitoli on January 4th, 2011 07:17 pm (UTC)
Sissì, lo conosciamo!^^
Rosso è rosso, non c'è dubbio^^, ma Roh ti direbbe che ha lineamenti troppo *maschili* per essere Ash e in effetti se lo immagini con i capelli mozzati (qualcuno potrebbe gridare all'eresia, ma vabbè^^) non è che possa poi vantare chissà quale superiore beltà... *rolls*
(A me somiglia da morire alla versione irlandese del Justin di QAF^^)
Resta il fatto che ognuno ha il sacrosanto diritto di immaginarseli come vuole, i personaggi. E anzi: il tizio ci servirà sicuramente anche per qualche copertina - ho individuato tre foto che mi sembrano *perfette*!^^
Riguardo al commento: beh, immagino che passare da Piume a questo capitolo possa essere quanto meno un pò shoccante, ecco^^. E capisco anche quel che dici sulla faccenda della fisicità, in qualche modo. E' stata per molto tempo una questione aperta, questa, ma non credo di fare nessuno spoiler se ti anticipo che non ci sarà mai nessuna twincest: e non perchè noi abbiamo qualcosa contro le twincest ma proprio perchè nel caso di Dylan e Ash non funzionerebbe.
Proprio perchè cono così complementari, credo.
Proprio per il loro essere *anime gemelle*.
Sarebbe solo un rinchiudersi ulteriormente dentro un mondo privato - chiuso all'esterno e autosufficiente. Un mondo immobile. Senza possibilità di crescita e senza confronto.
Una specie di liquido amniotico esteso, per capirsi.
E loro invece sono entrambi molto proiettati verso il confronto col mondo, ognuno a modo suo.
Oltre al fatto che il tipo di amore che li lega è di una natura molto diversa: sta davvero su un livello differente rispetto all'innamoramento classico o ad un rapporto che includa la parte erotica come elemento fondamentale.
In questo senso sì, è abbastanza platonico.
E proprio per questo non necessita affatto della componente fisica intesa come sesso, anche se al momento Dylan sembra avere idee un pò confuse su questo specifico aspetto. *rolls*
Però sul serio: capisco l'aspettativa^^.
E ti ringrazio moltissimo per averci detto cosa pensi della questione - per noi avere i vostri punti di vista è sempre importante^^.
Un bacio
Fata
selene94 on January 4th, 2011 10:46 pm (UTC)
oh, cielo. Non so se essere contenta che Dee sia tornato o mettermi a piangere.
Con dei nuovi equilibri costruiti con fatica stavo riuscendo a ricollocare entrambi in nuovi universi, circondati da persone diverse. Adesso che Dylan è tornasto questi equilibri non funzionano più e sinceramente sono più incasinata di loro, non so da che parte sbattere la testa (esiste questa espressione?).
Spero che riescano a chiarirsi perchè mi darebbe una seria dimostrazione del fatto che l'universo tenda all'equilibrio e del fatto che prima o poi riuscirò a parlare di nuovo con la mia bassista e smetteremo di evitarci come la peste(non ci credo, lo sto davvero scrivendo?!? Che pena!!).
Perdonate lo sproloquio ma mi sento molto Dee in questo momento.
Il capitolo è perfetto come al solito, forse più del solito. Diciamo che leggerlo è stato una sorta di esorcismo. Grazie mille, davvero. Baci.
Roh e Fata: Bjrdv_capitoli on January 4th, 2011 11:48 pm (UTC)
Beh.
Che Dee e Ash chiariscano credo di potertelo assicurare, ma non penso di augurarti i tempi geologici che impiegheranno loro nella Rosa, con la tua bassista... *rolls*
La faccenda è incasinata, sì.
E sì: immergerci di nuovo in certe dinamiche ha incasinato noi per prime, quindi posso ben immaginare l'effetto che ha fatto a voi. *rolls* Anche perchè è proprio un cambio di prospettiva totale - Dee era completamente immerso nella faccenda Jude-Raven, per esempio, e nel giro di un capitolo Jude&Raven sono pressochè scomparsi dai suoi pensieri.
Ma è che Ash assorbe tutta l'attenzione - proprio, è annichilente. E questo è uno degli scogli che Dylan dovrà superare, in effetti. Il più grosso, forse.
Per il resto, sono felice che il capitolo ti sia piaciuto^^: è stato un pò un incubo, scriverlo, e insomma... Almeno è confortante sapere che a qualcuno è servito per esorcizzare qualcosa.^^
In bocca al lupo con la tua *gemella*^^
Kiss^^

Ste_white: seesawwhite_guilt on January 5th, 2011 01:28 pm (UTC)
Eccomi. ^^
Non credo che serva dirvelo, però male non fa.
Il percorso che stanno facendo i gemelli, è coerente.
La scelta di Dee di andare via e la voglia mista alla paura di tornare. La decisione di non scappare ancora.
L'estraneità che provano per uno spazio che era loro. Lo strappo che volendo o meno, si è creato. Che poi strappo non è, c'è sempre lo stesso tessuto mentre la trama inizia a cambiare.
Con i gemelli è sempre difficile scrivere un commento valido, utile. Con una distanza di sicurezza mista al rispetto di non ficcarsi sempre dentro le cose.
Però con il loro percorso è maturato anche il mio. La mia separazione e il mio modo di accettarlo.
Questo per dire che, inizialmente, ho sofferto la decisione di Dee. Perché sapevo che sarebbe tornato, prima o poi, ma che non sarebbe stato lo stesso. Come se significasse la rovina di un rapporto, l'allentamento. Invece di un'evoluzione, che poi è quello che è.
Necessaria, tra le altre cose.
Concepivo molto di più il dolore muto di Ash perché lui era quello rimasto indietro.
Tempo fa è stata illuminante una discussione con gemella.
Perché prima non ci avevo mai pensato, che è vero che chi sceglie di andare via deve prendersi le sue responsabilità, però deve affrontare un mondo nuovo. Nuove regole e modi. Persone. E all'inizio tocca star soli ed è difficile. Perché mancano i posti e le cose e gli amici. Le paranoie varie. Che ti dimentichino. Che la tua immagine inizi a sbiadire dalle loro vite. Il dubbio di non riuscire più a scivolare tra loro come se fosse naturale. Diventare estraneo in patria.
Avere bisogno di qualcuno, prendere un telefono in mano e rendersi conto di averci messo troppi chilometri in mezzo. Credo che sia maledettamente difficile. Coraggioso, in un certo senso.
Allora ho iniziato a razionalizzare di più la situazione. A vedere quanto sia coerente e giusto il percorso che gli state facendo fare.
Ed è sorprendente. ^^
Perché sono dinamiche complicate e anche volendo cercare percorsi alternativi, non ne trovo nessuno più giusto di questo. Ecco.
Mi sono un po' persa nel discorso, ma spero che si sia capito quel che volevo dire.

Come si era già capito da tempo e in più riconfermato dall'altro capitolo, Chris è un santo. ^^
Dall'immensa pazienza. Potrebbe gareggiare con Raven!
Per il resto, trovo perfette entrambe le parti.
Anche se posso solo immaginare tutte le difficoltà del caso.
E' da un po' che non leggevo un capitolo così angst. *rolls*

il ricordo di due bambini identici che giocano a scambiarsi i nomi e che si guardano stupiti, quando qualcuno sbaglia l’uno per l’altro.
Perché i confini non sono poi così netti ma c’è un istinto innato, in quel loro percepirsi a vicenda. Nel miracolo di potersi toccare toccando l’altro – nel sentire l’altro.
Dentro di sé.
L’equilibrio sembra sepolto in quegli anni, dimenticato lungo il percorso della crescita o perduto per strada in un momento imprecisato dell’infanzia. Disimparato come una vecchia filastrocca – scordato per sempre. Come una favola.
E forse soltanto quei bambini, ancora, ne conservano il segreto.


Questa è una delle cose più terribili e *vere* che abbiate mai scritto nella Rosa.
In un modo che non riesco neanche a spiegare e che continua a stupirmi. Come fate proprio non lo so.
Ma è una delle tante ragioni per cui vi adoro. ^^

Vidi due dolenti spighe di cera
che seppellivano un paesaggio di vulcani
e vidi due bambini pazzi che spingevano in lacrime le pupille di un assassino.

È un passaggio di una delle mie poesie preferite di Lorca, l'ultima - mi pare in realtà sia stata aggiunta in seguito e che non facesse parte del progetto originario - di Poeta en Nueva York, la più importante delle sue opere (almeno poetiche) di denuncia e surrealismo. Tra l'altro, è una poesia importante e abbastanza 'limpida' pur essendo semi-incomprensibile nella sua rivendicazione dell'omosessualità: una delle frasi più ricorrenti è sbagliar strada è arrivare alla donna. E boh. Io la amo a livelli indicibili, non so neanche spiegare esattamente per quale ragione.

^_______________________^
Le spighe di cera mi fanno un po' l'effetto del tulipano di paura.
Poi avevo adorato quel passaggio di Fata, sul due.
^_______________^

Kiss

P.S.
*amo* il vodoo Raven. ^^
Roh e Fata: Ashrdv_capitoli on January 5th, 2011 05:43 pm (UTC)
Non credo che serva dirvelo, però male non fa.
^_____^
Ste. Tu sei praticamente la nostra *lettrice ideale*, quindi qualunque tua opinione è indispensabile.^^ In particolare quando si viene ai gemelli.
Perché per noi questo percorso era l’unico possibile, e sapevamo che era coerente con i personaggi in sé. Ma il fatto che anche tu lo vivi così è importante. E un sollievo comunque.^^
Grazie.^^

Però con il loro percorso è maturato anche il mio. La mia separazione e il mio modo di accettarlo.
Quando ho letto questa frase ho avuto subito l’impulso di scrivere qualcosa, ma come da copione adesso mi trovo qui davanti al foglio di word e non so bene trovare le parole. Perché che mi faccia piacere non è esatto – si tratta di una soddisfazione diversa, rendersi conto che chi legge può trovare nelle nostre parole le stesse cose che noi troviamo in altri romanzi. Suggerimenti e consigli o evasioni, o anche solo occasioni per guardarsi un po’ allo specchio. Ma con te – e su questo – è ancora diverso.
Il discorso che faceva gemella è giustissimo, credo. Ed è qualcosa che in realtà io non ho ancora processato a un livello profondo, penso – almeno, nell’ottica Ash&Dee – perché anche se razionalmente *so* che per Dee dev’essere stato difficilissimo (perché andarsene e ricominciare da zero è difficilissimo, e io per prima che non ho mai avuto il coraggio neanche di pensarlo dovrei saperlo) non posso evitare di vivere tutto dall’ottica di Ash. E sentire molto di più il suo essere rimasto indietro – che poi in lui è più un essere rifiutato, forse, ma questo è un altro discorso. Ma soprattutto, c’è questo:
Le paranoie varie. Che ti dimentichino. Che la tua immagine inizi a sbiadire dalle loro vite. Il dubbio di non riuscire più a scivolare tra loro come se fosse naturale. Diventare estraneo in patria.
Perché non so. Non l’avevo mai pensato. Credo di aver sempre vissuto anche questo dall’ottica di chi restava – chi doveva pensare che forse l’altro avrebbe trovato qualcosa di meglio, che avrebbe scordato – ma il cambio di prospettiva è pazzesco. Perché è vero. E quelle paure, unite alla solitudine e al bisogno di inventarsi da zero proprie di quell’altra esperienza, devono bruciare forse anche di più. O almeno, in maniera diversa.
Ed ecco. Come dicevo prima, anche se forse ho perso il filo. *rolling-eyes* Il fatto che il percorso di Ash e Dee ti abbia aiutato a riflettere su questo è bellissimo. E davvero, è bellissimo che ti sembrino *credibili*.

Come si era già capito da tempo e in più riconfermato dall'altro capitolo, Chris è un santo. ^^
Dall'immensa pazienza. Potrebbe gareggiare con Raven!

Eh!
Lo dice anche lui. *rolling-eyes*

Per il resto, trovo perfette entrambe le parti.
Anche se posso solo immaginare tutte le difficoltà del caso.
E' da un po' che non leggevo un capitolo così angst. *rolls*

Più che altro, è stato difficile per Fata.
Io credo di essermi sentita raramente altrettanto in sintonia con Ash, invece – forse perché era più di un anno che avevo bisogno di far vedere come lui davvero viveva questa situazione, forse perché erano mesi che non riuscivo a ritrovarmi davvero in quel che scrivevo, ma vedere le parole che si formavano sullo schermo è stato quasi riposante. A parte la parte con Dee che non sapevamo dove sarebbe finita, e il finale che è stato un incubo rimandato a lungo. *rolling-eyes* Ma la parte iniziale è stata spontanea.
Dee invece è un altro discorso, sì. Ma a Fata fa sempre un effetto terribile il suo dolore, soprattutto se quel dolore è causato da Ash. Spero eviti il suicidio, nei prossimi tempi. *rolling-eyes*
Sono felice che il finale ti sia piaciuto, comunque.^^ Lei non era affatto convinta. *rolling-eyes*

^_______________________^
Le spighe di cera mi fanno un po' l'effetto del tulipano di paura.

^_____^
A me piace da morire anche l’idea di *seppellire un paesaggio di vulcani*.^^ E anche io avevo amato il ragionamento di Dee sul due.^
Kiss!^^

(Fata si è data al vodoo, sì. Se hai bisogno di antisfiga, diglielo: sarà ben felice di farlo anche a te.^^ *rolling-eyes*)
pure_l0ve: Jeffpure_l0ve on January 6th, 2011 12:45 am (UTC)
Sembrerà un po’ un discorso da pazza ma dopo aver letto l’ultima parola del capitolo la sensazione che più mi è rimasta addosso è quella di amare Chris in maniera del tutto folle. Incredibile. Il che è anch’esso folle, appunto, perché i pov erano dei gemelli. Ma sentivo di dovervelo dire in ogni caso. *rolls*
Perché, ecco, davvero lo *amo*. Sempre e in ogni occasione, e mi fa un male atroce saperlo solo. E mentre scrivo queste robe folli ho le lacrime agli occhi. Il che indica che sono totalmente impazzita, sì. *rolls*

Lasciando stare i miei trip mentali e passando al capitolo.
Commentare i pov di Ash e Dee, ormai lo sapete, è sempre un casino per me. Cerco di scrivere qualcosa di coerente e mi perdo nei soliti sproloqui campati in aria. *rolls*
Vedo di mettere insieme qualcosa^^.
Una delle cose che più mi ha colpito di questo pov di Ash è il continuo rimando allo schiaffo ricevuto da Dylan. Come se fosse stato davvero la forbice che ha tagliato il filo che univa lui e il suo gemello. Come se fosse stato *molto* più di un semplice schiaffo dato perché si sta perdendo un po’ la rotta.
Magari veramente è quello, il punto di rottura. O almeno, il ‘simbolo’. Però mi ha stranita. Come se la partenza di Dylan alla fine non fosse granchè, in confronto allo schiaffo. Non lo so. Ma mi ha stranita parecchio.

Il fatto che si siano feriti così tanto a vicenda è qualcosa di alienante. Che poi sono dolori inconsapevoli che portano a sensi di colpa totalmente assurdi.
E non so che dire, in realtà, perché la situazione è *complicatissima*. E non credo che se Dylan “confessasse” il motivo per cui è voluto andare via o, almeno, uno dei motivi, le cose migliorerebbero. Cioè, viene da chiedersi come prenderebbe suo fratello la cosa. È un po’ un casino.

Dee mi ha fatto una tenerezza immensa – mi hanno fatto entrambi una tenerezza immensa. Alla fine avevo solo voglia di abbracciarli entrambi e guarire le ferite, cancellare le cicatrici e soffiare via dalla loro mente quei continui ‘vuoti’ di indentità. E pensavo che alla fine se fosse successo qualcosa di ‘sessuale’ tra loro due avrebbe confuso ancora di più le cose. Nel senso che *davvero* poi si sarebbero persi l’uno nell’altro.
Bisogna che riscoprano la propria individualità, immagino. E spero che ci riescano, anche se mi rendo conto che il processo dovrà essere lunghetto. La cosa è parecchio delicata.

Per il resto niente, mi limito a dire che è tutto perfetto e che voi scrivete cose assurdamente belle. E che migliorate ogni giorno di più. E che vi amo. <3

Che poi, rileggendo, questo commento mi irrita, perché non si capisce *quanto* ho amato questo capitolo. Ma l’ho amato, davvero. Che palle. *rolls*
Roh e Fata: Ashrdv_capitoli on January 6th, 2011 05:17 pm (UTC)
Sembrerà un po’ un discorso da pazza ma dopo aver letto l’ultima parola del capitolo la sensazione che più mi è rimasta addosso è quella di amare Chris in maniera del tutto folle.
Non è affatto folle, anzi!^^ Credo che Chris, per quanto mi riguarda, sia in assoluto il personaggio più *bello* di questo capitolo, ma in generale dell’ultimo periodo delle vicende di NY. Cioè, a volte mi sembra quasi di averlo fatto *troppo* perfetto, ma poi mi basta ricordare quanto sa essere stronzo anche mentre è meraviglioso per sentirmi tranquilla.^^
Ma il fatto è che è totalmente *generoso*, in questo momento. Cioè, senza perdere la sua personalità si presta ad aiutare i gemelli e cerca un modo per scivolare tra di loro senza fare torti a nessuno. E pensando a loro prima che a se stesso.
E boh, non è una cosa che *si nota*, perché nessuno dei personaggi l’ha realizzato davvero, ma credo che sia stato davvero incredibile nell’ultima parte. Il suo modo di lasciare andare Ash, anche se quando si è aperta la Rosa su di loro era veramente sul punto di potersene innamorare – e per lui, dopo Gabriel – vuol dire molto. Credo sia stata una scelta difficile e a cui si è costretto, perché gli sarebbe stato molto più semplice tenerselo stretto e non spingerlo nelle braccia della vita. E boh. Con Dee è un po’ lo stesso, anche se con tutte le differenze dei loro rapporti. L’idea di averlo distante gli faceva male, ma sarebbe pronto a riportarlo a Rosenfield anche adesso se solo pensasse che fuggire potrebbe servire a qualcosa. Consegnarlo a Raven e Jude, seppure al momento sia abbastanza geloso di sti due sconosciuti che gli hanno un po’ preso il posto. *rolling-eyes*
Penso che abbia ragione Fata quando dice che Gabriel gli ha insegnato tantissimo, da quel verso.
E boh. Volevo ringraziarti soprattutto per questo. Per avere amato soprattutto lui anche se l’attenzione si sarebbe diretta spontaneamente sui gemelli, perché i gemelli qui fanno i casini e soffrono. Ma è Chris che cerca di sistemarli senza chiedere nulla in cambio.
E io credo davvero che stia *stupendo.*^^
(Per quanto resti sempre innegabilmente *stronzo*. *rolling-eyes*)


Una delle cose che più mi ha colpito di questo pov di Ash è il continuo rimando allo schiaffo ricevuto da Dylan. Come se fosse stato davvero la forbice che ha tagliato il filo che univa lui e il suo gemello. Come se fosse stato *molto* più di un semplice schiaffo dato perché si sta perdendo un po’ la rotta.
Penso che in un certo senso sia davvero così. Perché cioè, Ash non ha idea di quale fosse il problema di Dee. Sa solo che appunto, non lo reggeva più intorno e che stava male ma non voleva dirgli il perché. Lo schiaffo, però, ha portato tutto sul *personale*.
Cioè, non era più Dee che stava male e voleva essere lasciato in pace: era Dee che dava uno schiaffo *a lui*. Non al mondo, ma proprio a lui. E boh, penso sia stato uno shock fisico che non è davvero riuscito ad ammortizzare. Penso fosse anche la prima volta che qualcuno lo prendeva a schiaffi, e sicuramente la prima volta che a farlo era suo fratello – e con consapevolezza, in un certo senso. Cioè, non per sbaglio o perché stavano già litigando. Ma a freddo, quasi. Per quando Dee fosse fuori in quel momento.
Credo che la sua fuga in realtà abbia fatto più male, ma quello è riuscito a *separarlo* da sé. Cioè, ha smesso di pensarci. L’ha messo sottovuoto e ha cercato di concentrarsi su un modo per andare avanti da solo. Mentre lo schiaffo era una cosa diversa, più *tra loro*. Un po’ il suo ultimo messaggio diretto a lui davvero. È una sottigliezza strana e non so quanto razionale, ma credo sia così, ecco.
Roh e Fata: Ashrdv_capitoli on January 6th, 2011 05:18 pm (UTC)

non credo che se Dylan “confessasse” il motivo per cui è voluto andare via o, almeno, uno dei motivi, le cose migliorerebbero. Cioè, viene da chiedersi come prenderebbe suo fratello la cosa. È un po’ un casino.
Sì. Decisamente. Perché se Ash sapesse la ragione per cui Dee è andato via starebbe malissimo ugualmente, anche se in maniera diversa. Cioè, credo che come minimo ci sarebbe un senso di colpa fortissimo per la propria incapacità di vivere Dee nello stesso modo – che sarebbe il modo che almeno metterebbe a posto quel loro sbilanciamento. E poi ci sarebbe il fatto che non saprebbe come comportarsi con lui, cioè, sarebbe credo ancora più bloccato. Non perché gli faccia schifo o che – questo assolutamente non succederebbe mai – ma perché avrebbe paura di ferirlo ad avvicinarsi troppo, o toccarlo, o altro. Soprattutto calcolando che Ash è abituato a giocare molto con l’effetto che ha sugli altri. Cioè, è una cosa che gli dà proprio una soddisfazione abbastanza sadica, spesso. Con Dee si sentirebbe in colpa anche se con lui non è così, un po’ come se fosse colpa sua. E suo fratello ci fosse finito solo di mezzo.
Per non dire tutti gli altri problemi che potrebbero emergere e che ora sono solo idee vaghe che spero non prenderanno piede.
Ma ecco. Sicuramente non risolverebbe nulla. Almeno, non finché Dee non potrà dirgli sinceramente: “Me ne sono andato per questo, ma adesso è passata, non sto più così.” Quello risolverebbe. Ma siamo abbastanza lontani da quel momento, perché anche se credo sia cambiato il modo in cui Dee vive Ash, non ne è comunque uscito del tutto. E gli ci vorrà ancora un po’, penso.

pensavo che alla fine se fosse successo qualcosa di ‘sessuale’ tra loro due avrebbe confuso ancora di più le cose. Nel senso che *davvero* poi si sarebbero persi l’uno nell’altro.
Quando ci avevamo provato, nella scorsa versione, era stato un disastro. Aveva aumentato le caratteristiche peggiori di entrambi – tipo la gelosia di Dee o il senso di colpa/disagio di Ash – senza migliorare nulla. Quindi ecco: questa volta ce ne terremo lontane. E senza dubbio cercheremo di aiutarli invece a prendere coscienza del loro essere persone distinte, invece. E dell’amarsi proprio per quello.
Anche se non ho idea di *come*. *rolling-eyes*

Comunque, sono felicissima che ti sia piaciuto tutto, Lils.^^
E non è affatto vero che non si sente, che l’hai amato. Anzi.
E la cosa davvero non potrebbe farci più piacere.^^

Grazie mille.
Un bacio!^^
arwen_92 on January 6th, 2011 04:32 pm (UTC)
Due ore che provo a mettere insieme un commento decente, ma penso di non esserci riuscita. Non penso esistano le parole giuste per farvi capire *quanto* questo capitolo mi abbia colpito, quanto mi sia piaciuto; perchè si parla di Ash e di Dee e perchè tra loro c'è sempre l'ombra costante di Chris.

Ecco, partirei da Chris. Mi è impossibile non pensare, parlando di lui, a Piume di Boa, ma anche a CD; è come se ogni volta scoprissi di lui un aspetto nuovo, differenti angolature che lo riflettono in maniera diversa. E in questo capitolo è stato straordinario: perchè non credo – mia ipotesi personale – che Ash e Dee non sarebbero come sono ora, senza Chris. Cioè, la sua presenza immagino debba aver in qualche determinato la crescita dei gemelli, giocato un ruolo fondamentale nelle loro vite; e adesso ancora di più, dato che mi sembra lui, al momento, l'unico in grado di tenerli in vita. E poi. Il rapporto tra Chris e Ash è sempre stato qualcosa di molto particolare per me, un legame intenso e..vivo, credo. Strano, anche, ma impossibile da non amare; insieme sono qualcosa di unico, davvero.

Poi, Ash^^
Ash sperduto, che non comprende, che si chiude in se stesso e cerca un posto in cui lasciarsi andare, credo, senza gli occhi di Chris o di Dee addosso: per questo mi è sempre piaciuto, anche se immagino che questo suo aspetto porti non pochi problemi^^ E credo che debba prima ritrovare se stesso per poi potersi accorgere anche di Dee, di quanto abbia bisogno di lui ( e viceversa, ovviamente ) e, insomma, immagino che non sarà per nulla facile; ma, ecco, aspetto questo momento con ansia^^ Come aspettavo questo, del resto. Di questa prima parte, la cosa che più mi ha scosso – e oserei dire anche angosciato – è stata l'attesa: Ash ha dovuto realizzare il ritorno di Dee, imminente. Poi, ha sistemato la stanza, perchè Dee trovasse almeno un po' di tranquillità. Ed ecco, non lo so. E' qualcosa che mi ha colpito, profondamente. Forse per il modo in cui è stato scritto, perchè ogni sua parola sembra avere senso, acquistare il giusto peso ed incastrarsi perfettamente con le altre.

Dee. E la sua tenerezza. Perchè nella seconda parte, quando la situazione procede con gli occhi di Dee, sembra acquisire una nuova luce, una diversa sfumatura. E..non so. Cioè, è perfetto, seriamente. Soprattutto certe frasi, che sembrano trasportare emozioni e lasciano inciso qualcosa sulla pelle; tipo questa: 'E si sente fragile come un filo d’erba, fragile come l’istante di silenzio che la sera prima ha unito il suo sguardo a quello di Ash. Fragile come solo Ash sa essere quando è lontano – quella fragilità di vetro che se la tocchi rischi di tagliarti e se ci guardi attraverso non vedi altro che riflessi infiniti.'

Perchè Dee credo sia maturato tantissimo, in questo capitolo; o almeno, questa è la mia impressione. Perchè accettare la presenza di Mike solo perchè fa stare bene Ash è qualcosa di incredibilmente..maturo, ecco^^ E poi, per beh..tutto i il resto, insomma.
E lo so che ci sarebbero altre mille sfumature da sviscerare, altre parole da spendere e che sicuramente ho espresso un quarto delle cose che mi sono venute in mente mentre leggevo il capitolo, forse neanche una delle emozioni che ho provato.
Anche perchè da quando Roh mi ha inserito nella f-list, questo è il primo capitolo che commento e beh..sono contenta di aver vinto questa mia..timidezza^^ ( è sempre comunque strano ma sono felice di averlo fatto. )
E niente. Complimenti come sempre.
Roh e Fata: Ashrdv_capitoli on January 6th, 2011 09:44 pm (UTC)
Ciao!^^ Sono felicissima che tu ci abbia scritto, e che ci stia ancora seguendo.^^
E mi fa ancora più piacere che tu abbia scritto a proposito di questo capitolo, che per me è stato decisamente importante: il fatto che ti sia piaciuto in questo modo è bellissimo.^^

Ecco, partirei da Chris. Mi è impossibile non pensare, parlando di lui, a Piume di Boa, ma anche a CD; è come se ogni volta scoprissi di lui un aspetto nuovo, differenti angolature che lo riflettono in maniera diversa.
^____^
Come dicevo a Lils sopra, il fatto che vi siate concentrate su Chris è stupendo: perché i gemelli non se ne rendono conto in maniera completa, credo, quindi forse non passa moltissimo nei pov, ma penso anche io che in questa fase la sua sia la figura più bella. Hai perfettamente ragione quando dici che è stato fondamentale per Ash e Dee – non so sinceramente come sarebbero cresciuti, se non avessero avuto lui su cui appoggiarsi. E in questo momento dimostra credo perfettamente quanto abbia imparato a conoscerli e anche a distinguerli – a usare atteggiamenti diversi per ottenere le stesse cose, e portarli nella stessa direzione. Cercando di badare a entrambi. Insomma, è perfetto.^^
E per quel che riguarda lui e Ash… In realtà anche io ho un debole per loro due. Credo siano forse la coppia di amici che mi piace di più, e se non ci fosse stato Gabriel per Chris credo che sarei finita per legarli anche da un punto di vista sentimentale. *rolling-eyes* Ma forse è anche più bello così.^^

Che ti sia piaciuto Ash poi è altrettanto importante. Ci tenevo che in questo capitolo emergesse anche la fatica con cui lui ha dovuto gestire la partenza di Dee, e il dolore che ha sempre un po’ combattuto trasformandolo in irritazione e distacco, e ci tenevo che si notasse quando davvero *sperduto* è quando si tratta di suo fratello.
Il peso dell’attesa poi è stato sicuramente non indifferente: credo davvero che abbia rischiato di fargli saltare i nervi. *rolling-eyes* E boh. Il passaggio che citi, quello in cui sistema la stanza… È stato praticamente la prima idea che ho avuto di questo capitolo. Lui che disfa il letto in cui ha dormito con Mike per restituirlo a Dylan. Credo che avesse un significato che neanche lui comprendeva in realtà, ma sono felice che ti sia piaciuto.^^

E Dee… Fata ha fatto molta fatica a scrivere questo pov, e non era affatto sicura del risultato finale, quindi il fatto che a te sia piaciuto così tanto è ancora più importante.^^ (La frase che hai citato piace moltissimo anche a me, tra l’altro.^^)
Hai ragione quando dici che è cresciuto molto: penso che siano stati dei giorni importanti che l’hanno obbligato a crescere davvero. A tirarsi indietro per gli altri. L’ha fatto con Jude e Raven, e adesso sta cercando di convincersi a farlo anche per Ash.
Penso sia coraggioso, da parte sua.^^ E appunto, in qualche modo *nuovo*. Indice di una maturità che sta raggiungendo, credo.^^
(Poi sì, è sempre tenerissimo… *rolling-eyes*)

Per il resto… Grazie del commento.^^ Sono felice che ti sia piaciuto il capitolo e sono felice che tu ce l’abbia detto, e anche che tu abbia vinto la timidezza.^^ E commentato qui.^^
Grazie davvero.
Spero di risentirti presto, un bacione!^^
BuFrbufr on January 7th, 2011 08:37 pm (UTC)
Certi rapporti di sangue sono molto viscerali, corporali.
In particolar modo, lo sono quelli tra madre e figlio, e quelli tra gemelli (specie se omozigoti).
E' in questi due tipi di rapporti che spesso si rischia di non capire dove finisce un corpo e inizia l'altro, anche quando il tempo passa e dovrebbe essere ben chiaro che le due creature sono ben distinte.
Nelle mamme, per esempio, spesso non basta una vita per arrivare a capire che il figlio é nato da lei, ma non E' lei, e nemmeno una sua appendice. Che ci sono per esempio scelte, anche dannose per se stesso, che il figlio vorrà e a volte dovrà fare per crescere. E lei non potrà sempre proteggerlo.
Lo stesso dicasi per i gemelli identici. Ho sempre trovato che in tutti i casi, quella tra gemelli sia una storia d'amore, di repulsione, di tragedia identitaria, su cui non si scriverà mai abbastanza. Forse, in un certo senso, la storia che meglio centra il punto é quella di Narciso che ama il suo riflesso nell'acqua, fino ad affogarvi.
Due gemelli condividono lo spazio vitale fin dall'utero; se omozigoti, addirittura vengono da una sola cellula. Questo significa che potenzialmente, se le cose fossero andate diversamente, avrebbero potuto essere UNA PERSONA SOLA.
Anche dopo la nascita, la loro identità si mescola: stesso compleanno, stessa età, stesse fattezze. La percezione che la loro sia una situazione più che speciale, notando che molte poche altre persone hanno un doppio. Farne a quel punto un proprio mondo personale, in cui "due" é il numero che ricorre. Prendersi le misure sul corpo dell'altro, come da sempre hanno fatto Ash e Dee.
Poi, da grandi, rendersi conto che quell'altro corpo non ti appartiene. Che si é un'unità, ma più a fondo non lo si é affatto. Che l'unico controllo che hai é su di te, non sull'altro.
E vivere condannato al paragone, al confronto, a distinguere differenze e *distinguersi* attraverso di esse. Percependo comunque la condanna che, per quanto si sia padroni solo di sé, é comunque sempre il tuo doppio a definire ciò che sei, per contrasto.
Avvertire la paura - la paura che ha sentito Ash quando Chris e Dee si frequentavano - di essere l'ombra dell'altro. Che l'altro potrebbe esistere come persona e unità ben definita anche senza di te.
E' buffo che, se Ash vive questo problema soprattutto nell'accezione in cui si sente in qualche modo "sparire" attraverso la differenza (per esempio, il morso del serprente), il rischio della propria condanna all'invisibilità (forse per questo per lui é tanto importante catturare lo sguardo?), al contrario la fobia di Dee sia la percezione del corpo di Ash come qualcosa di iper-tangibile. Qualcosa che é fatto della sua stessa carne ed eppure tanto più misterioso, più sensuale. Qualcosa che sfugge al suo controllo.
E' Dee quello che, specchiandosi nel proprio riflesso, vi affoga. Più si avvicina ad Ash, più ha contatto (anche tattile) con lui, più se ne intossica - e lo intossica a sua volta.
BuFrbufr on January 7th, 2011 08:43 pm (UTC)
La spinta - di cui parlavamo l'ultima volta - naturale di Dylan a *toccare* le cose senza rifletterci é compensata dalla fobia (speculare! *ok mi odiate* XD) che invece GLI ALTRI tocchino Ash. Come se lui dovesse rimanere qualcosa di sacro e inviolabile, l'integrità bianca di quell'uno che formavano una volta. Ma non é nemmeno solo quello. E' anche l'istinto della madre che protegge la sua carne, quello di Dee. Un rapporto viscerale. Il terrore che Ash definisca se stesso autonomamente - come già sta succedendo - in un mondo di cui Dee non può fare parte. Ad un'osservazione superficiale appare persino buffo che Dee provi quest'istinto alla nausea ogni volta che pensa di veder Ash (il suo "second body") violato da qualcuno, e allo stesso tempo non si faccia remore a impiegare il proprio secondo desiderio, e inoltre non si soffermi nemmeno per un momento a temere che Ash possa provare sentimenti del tutto speculari. Come abbiamo detto tante volte, Dee é molto istintivo e naturale, nelle cose; il proprio corpo non é motivo di angoscia, per lui. Può impiegarlo come meglio crede e affrontare la cosa bene. Ma il suo "riflesso", nel suo sfuggirgli di mano, lo atterrisce, perché per lui Ash *é* la propria autentica identità. Abbiamo visto fin troppo bene che il cuore di Dee é lì: quando Ash é lontano, anche emotivamente, persino la voglia che spinge Dee a cercare il mondo si affievolisce. Più Ash sperimenta cose che Dee non può seguire, più diventano due persone distinte, spezzate. Forse Dee ha veramente sempre "sentito" come se il corpo fosse il suo, ma il cuore fosse Ash. Che dà vita a tutto il resto.
I gemelli, dunque. Voi state esprimendo benissimo quello che secondo me é un dramma atavico come il mondo; e che, in un certo senso, nella realtà si risolve sempre con la frattura. Ma qui, forse, nella finzione, saprete trovare per noi una terza strada. Non la separazione, e neanche l'annullamento nell'intero originario.

Chris. Mi piace come in questo personaggio, dolcezza e brutalità siano esattamente la stessa cosa. Le sue parole sono insieme pugni e carezze emotive, quello che conta di più é che vanno al centro esatto del problema senza giri di parole.
In questo, lui e Jude (che molti paragonano) sono diversissimi. Anzi, Jude avrebbe bisogno di un amico del genere a chiarirgli le idee... XD
Che poi ancora io non mi spiego come sia possibile che Jude se ne sia andato dalla stanza di Dee tutto allegro e fiducioso, mentre al contrario Dylan ha dato di matto. Sono due pazzi! No dico, ma erano insieme o no? Hanno visto e fatto la stessa cosa? XD
Mah...
Mi tappo le orecchie in vista della bomba che cadrà quando Raven scoprirà che Jude ha fatto scappare Dylan, e dopo aver fatto cosa... X'-(
A presto ad entrambe le "gemelline" (voi, in questo caso), allora! ^^

PS: Il PPS sarà un messaggio subliminale. Subliminalissimo.
PPS: Voglio David e Keith al più presto.
Roh e Fata: Ashrdv_capitoli on January 13th, 2011 04:57 pm (UTC)
Blood, scusa tantissimo per il ritardo con cui ti rispondiamo. Questa volta abbiamo fatto quasi più casino del solito, con le risposte…
Comunque.
Innanzitutto grazie, perché i tuoi commenti sono sempre bellissimi.^^ Il discorso sui gemelli, poi, a me ha sempre toccato tantissimo – credo siano un po’ una delle mie *fisse* maggiori, perché credo di non aver mai scritto nulla che non citasse almeno una coppia di gemelli da qualche parte *rolling-eyes* - e boh, quel che scrivi tu è in parte quel che affascina anche me, almeno letterariamente.
Nel senso, non ho idea come debba essere vivere una cosa del genere sulla propria pelle, ma sicuramente se provo a immaginare credo che il senso fisico e al tempo stesso viscerale di unità sia qualcosa di particolarissimo. E proprio *unico*. Poi, boh. Penso che dipenda molto anche da qual è il rapporto in sé – quanto sono compatibili le due persone, e quali sono i caratteri. Credo che il rapporto di Ash e Dee sia particolarmente ‘angst’, da quel punto di vista, e che per molti versi loro sentano soprattutto la minaccia del mondo che li divide. O la paura che l’altro possa volerlo. E non so. Io spero che questa sia una versione più rara – quasi distorta – del rapporto, perché penso che proprio in quella vicinanza sia possibile trovare una forza enorme. La sicurezza che qualcuno sarà *sempre* dalla tua parte e al tuo fianco, qualunque sia la strada che seguirà la tua vita. A qualunque distanza.
Ash e Dee hanno molto poco questa cosa, almeno in questo momento. Credo che se lo siano davvero un po’ lasciato alle spalle insieme all’infanzia, e che in un certo senso sia anche quello di cui sentono la mancanza. Che dovranno recuperare, ecco.
Ma a parte questo… In realtà credo che l’analisi che hai fatto dei gemelli sia interessantissima. Ad esempio, io non avevo mai collegato la paura di Ash di essere invisibile di fianco a Dylan con la sua debolezza verso l’essere guardato – non so se siano legate davvero, né quale tendenza determini l’altra, ma è sicuramente una possibilità affascinante.^^ E non so, penso che potrebbe c’entrare davvero in qualche modo.
Per quel che riguarda Dylan…
Il terrore che Ash definisca se stesso autonomamente - come già sta succedendo - in un mondo di cui Dee non può fare parte.
Credo sia una definizione perfetta di quel che Dee sta provando – della paura che non riesca a superare. E trovo interessantissimo anche il discorso che fai sulle ‘due misure’ che impiega per valutare il modo in cui lui e Ash impiegano il loro corpo – perché è verissimo. Come credo sia verissimo che non ha mai minimamente pensato che Ash potrebbe avere problemi simili: quando c’è stata la cosa con Chris, Dee non ha minimamente *notato* che per Ash quello era stato un trauma enorme. (Il che tra l’altro è anche indice di una grandissima capacità di escludere gli aspetti scomodi della realtà, perché cioè. Ash non era molto discreto. *rolling-eyes* O almeno, lo era con Dee forse, ma ha passato almeno un mese a far finta che Chris *non esistesse*. O a notarlo solo per litigarci. *rolling-eyes*)
(E tra l’altro, sull’onda di questa riflessione… La percezione che Dee ha di Ash è ancora più complessa, perché appunto, Mike lo terrorizza, ma Brad – che sicuramente ha segnato e *differenziato* Ash molto di più e molto prima – non viene quasi considerato. Il che fa scivolare la bilancia verso l’emotività, più ancora che verso il fisico, nonostante sia il corpo il ‘terreno’ su cui si misura il tutto).
Roh e Fata: Ashrdv_capitoli on January 13th, 2011 05:15 pm (UTC)
Poi. Passando a Chris.^^
Chris. Mi piace come in questo personaggio, dolcezza e brutalità siano esattamente la stessa cosa.
Questa è la cosa che amo di più, credo.^^ Perché non si può negare che sia *meraviglioso*, in questi ultimi capitoli, eppure resta comunque lo stronzo di sempre. E resta brusco anche quando è dolce – e non so. È un equilibrio strano che ho sempre paura si infranga, e invece resiste.^^

Che poi ancora io non mi spiego come sia possibile che Jude se ne sia andato dalla stanza di Dee tutto allegro e fiducioso, mentre al contrario Dylan ha dato di matto. Sono due pazzi! No dico, ma erano insieme o no? Hanno visto e fatto la stessa cosa? XD
Io credo che a questo proposito la grossa responsabilità vada agli sbalzi d’umore di Dee, e ai suoi processi mentali di cui non mette a parte nessun altro. Nel senso. Jude non è esattamente la persona più intuitiva del pianeta, ma comunque è abbastanza sintonizzato con Dee. E appunto, quando sono stati insieme, erano in sintonia, ed è stato bello per entrambi. Il problema nasce dal fatto che per Dee proprio il fatto che sia stato bello – e il fatto che voglia così bene a Jude e Raven – l’ha spinto ad andarsene. E questo Jude non l’aveva assolutamente messo in conto.
Credo che capirà, in qualche modo. Ma penso che sarà un colpo scoprirlo.
E sì. *rolling-eyes* La reazione di Raven è prevedibile, credo^^, e non aiuterà affatto. *rolling-eyes*

Per il messaggio subliminale del PPS, infine…^^ Beh. David sarà nel prossimo, anche se Keith è ancora distante. E anche se non sarà esattamente un capitolo *edificante*, immagino. *rolling-eyes*
Vedremo.^^

Kiss^^
E grazie ancora. *rolling-eyes*
stemst_em on January 10th, 2011 08:52 pm (UTC)
Allora... Niente, volevo solo dirvi che sono in pausa da lettura causa sessione. -__- La cosa mi dispiace enormemente, visto che ho addirittura due capitoli in arretrato (senza contare tutte le side che non ho ancora letto), e... niente. Mi dispiace. Almeno la sessione è una sessione lampo (maledetti), a inizio febbraio è finita e io tornerò ad allietarvi con la mia mazza a cuoricini da beta a posteriori. ^^
Roh e Fata: Ashrdv_capitoli on January 13th, 2011 03:26 pm (UTC)
Ste.
Assolutamente, prenditi tutto il tempo che ti serve e non farti nessun problema a rimandare la lettura. Anzi. Cerca di non scoppiare troppo, tra esami&prof&varie. *rolling-eyes*
Quando sarai più tranquilla, la Rosa è qui.^^
Un bacione!^^ E in bocca al lupo per tutto.^^
littlehyenalittlehyena on January 13th, 2011 05:23 pm (UTC)
Come al solito in ritardo ^__^'
Comunque è stata colpa del pc che non funzionava e tuttora non funziona -.-
Un capitolo su Ash e Dee cioè, IL capitolo su Ash e Dee.

Ash mi ha fatto paura, come fa paura qualcosa che cambia e si nasconde, qualcosa che credi di capire e continuamente ti sfugge.
Tra tutte le reazioni che mi aspettavo che avesse alla notizia che Dee torna a casa, le pulizie domestiche era l'ultima ipotesi.
Ash che vuole riordinare la casa, forse per mettere anche in ordine i suoi pensieri. Pulisce tutto, toglie lo sporco del tempo trascorso senza suo fratello, Sistema l'armadio perché Dee non trovi le traccie di un suo passaggio. Tutto com'era prima, solo più impersonale, più distante. Forse è anche il simbolo del loro rapporto adesso. Il profumo di pulito che si mischia ai vecchi soprammobili.
Mi sarei aspettata un capitolo diverso, più ansioso. Con Ash che deve affrontare il suo essere impreparato e Dee che prepara le frasi da dire.
Eppure quello che ho letto è sorprendentemente *_*

Ash che perde gli equilibri per una menzogna diretta a proteggere lui, diretta a proteggere Dee. Forse fa più male sapere che avrebbe dovuto aspettarsi quella bugia, avrebbe dovuto prepararsi a fingere di credere a quelle parole.

“Ho paura che avrai una crisi di nervi la prima volta che vedrai come lo tocca" penso di essere morta in questo punto. Perché in fondo racchiude tutto quello che Dee prova(o almeno quello che io credo che Dee provi). Non saprei davvero come spiegarlo.
Forse la gelosia per quello che lui non può fare, il suo essere emarginato da quel rapporto, le reazioni che ha Ash a quel tocco che lui può fargli mentre Dee no.
Immaginare Ash muoversi sotto quel corpo. Immaginare di vedere la sua espressione.
Immaginare appunto.

Una ola per Chris ^__^

Ho amato il capitolo se ancora non si fosse intuito u___ù
Una abbraccio
Ale
Roh e Fata: Ashrdv_capitoli on January 14th, 2011 02:50 pm (UTC)
Non preoccuparti del ritardo, ci mancherebbe!^^

Ash mi ha fatto paura, come fa paura qualcosa che cambia e si nasconde, qualcosa che credi di capire e continuamente ti sfugge.
Ash ha questo effetto su molti, in realtà. Credo potrebbe essere una delle ragioni per cui tanti faticano ad apprezzarlo o anche ‘tollerarlo’, e probabilmente anche una delle ragioni per cui altri lo amano. A me per esempio non fa paura – più che altro una tenerezza indicibile, tipo le mie gatte *rolling-eyes* - ma è indubbio che anche per me sia un grosso mistero. Qualcosa che *sfugge*, appunto – fin dall’inizio, quando era ancora un personaggio secondario e mai avrei pensato che sarebbe diventato qualcosa di più. Era costantemente in movimento, difficile da inchiodare a una definizione o altro. E boh. Penso sia davvero la sua essenza.^^

Ash che vuole riordinare la casa, forse per mettere anche in ordine i suoi pensieri. Pulisce tutto, toglie lo sporco del tempo trascorso senza suo fratello
Più che altro, io credo che togliesse tracce di Mike.
Cioè, per me il fulcro di quella scena – la prima cosa che ho pensato visualizzando il capitolo, la prima immagine – è stato il momento in cui lui cambia le lenzuola in cui ha dormito con Mike. Il che cioè, è anche naturale, perché insomma, non è che poteva far dormire Dee lì dentro. *rolling-eyes* Ma l’ho trovato terribile, ecco, e penso che il resto almeno per me fosse un contorno.
Perché c’era sicuramente il discorso del mettere in ordine visto che in testa aveva solo casino, e di ridare a Dee qualcosa di non contaminato dai mesi trascorsi lontani, e anche di darsi qualcosa da fare durante l’attesa. Ma emotivamente il culmine è stato il cambiare le lenzuola. Cosa che infatti Ash ha fatto senza pensare assolutamente a niente, come fa tutte le cose che lo distruggono. *rolling-eyes*

“Ho paura che avrai una crisi di nervi la prima volta che vedrai come lo tocca" penso di essere morta in questo punto. Perché in fondo racchiude tutto quello che Dee prova(o almeno quello che io credo che Dee provi). Non saprei davvero come spiegarlo.
Io in realtà non ho perfettamente *chiaro* quale sia il vero problema di Dee con Mike, perché cioè, ha iniziato a dare di matto quando Ash quasi neanche si era accorto che davvero *esisteva* e Mike lo considerava lo stronzetto della casa di fianco e basta. Penso abbia avvertito nell’aria la minaccia, ecco, ma più come un sesto senso che altro. E credo che in realtà si tratti molto di una cosa emotiva. Cioè, credo che anche se è il corpo il ‘terreno di battaglia’ in realtà quel che spaventa Dee è l’effetto che Mike potrebbe avere sull’*interno* di Ash – come potrebbe cambiarlo, appunto. E boh. Credo si chiarirà nei prossimi tempi, quando dovrà affrontare questa questione – che comunque ci sarà sempre la minaccia di un Mike, nella vita di Ash, se anche finirà la storia tra loro, e Dee non può intromettersi – ma per adesso credo che anche per lui sia una cosa molto complessa e delicata. In cui la gelosia fisica, sessuale, è una parte, ma forse quella minore. E forse solo un modo di esternarne una diversa, non so.
(Sicuramente tutto quell’immaginare è molto masochistico, soprattutto considerando il fatto che in realtà tra loro su quel versante è successo finora ben poco. *rolling-eyes*)

Una ola per Chris ^__^
^____^ Decisamente.^^
(Chris è lieto di vedere che state finalmente riconoscendo le sue virtù. *rolling-eyes* Il suo ego sta gonfiando. *rolling-eyes*)

Grazie del commento, a presto.^^
marzolinamarzolina on January 14th, 2011 12:49 pm (UTC)
Scusate se questo capitolo non lo avevo recensito, ma ne approfitto oggi che sto a casa con il raffreddore per rimettermi un po' in pari ^____^

Allora. E' naturale che quando si parli dei gemelli tutto inevitabilmente tenda a sdoppiarsi. Lunghezza del capitolo compreso. Come ha scritto Ste, anche se lo siete con tutti i personaggi, con loro siete sempre particolarmente *coerenti*. E non credo, da pseudo imbratta carte quale faccio finta di essere, sia una cosa così scontata. Affatto.
La tentazione è sempre quella di prenderli per i capelli e farli agire in funzione della trama, di quello che si vorrebbe succedesse. Con due entità così problematiche quali sono Dee e Ash, beh, penso che il tutto si faccia ancora più complicato. "Double Trouble", insomma XD

Detto questo, i capitoli sui gemelli (soprattutto quando li trattate tutti e due insieme) mi lasciano sempre un po' scombussolata. Perché fondamentalmente provo una profonda quanto irrazionale empatia verso Ash anche se io, nella realtà, assomiglio molto più a Dee. Scene madre, crisi isteriche, illogico amore travestito da egoismo... ce le ho tutte XD

Chris lo amo e lo adoro ogni capitolo di più. Se non ci fosse lui non oso immaginare dove questi due sarebbero andati a finire. Praticamente è il terzo gemello, o forse un fratello maggiore, paziente, cinico e adorabile (<3)

Com'è strano però, che due persone così drammaticamente inseparabili, ora non riescano neanche più a rimanere nella stessa stanza senza provare l'irrefrenabile impulso di prendere, girare sui tacchi e scappare il più lontano possibile.
Qualche tempo fa ho letto un libro bellissimo, s'intitolava "La tredicesima storia" (l'autrice non me la ricordo XD) ed era appunto tutto incentrato sulle relazioni tra i gemelli. Ebbene, una frase in particolare mi aveva fatta subito pensare a Dee e Ash: in sintesi, diceva che i gemelli si sentono come gli unici esseri *completi* sulla faccia della Terra e provano una sorta di strana *pietà* per tutti gli altri, che invece non sono altro che creature amputate. Persone a cui manca una metà.
Da qui ho pensato a quanto potesse essere doloroso per loro due andare alla ricerca di un'anima gemella senza avere il terribile rimorso di aver rinnegato quella con cui hanno vissuto fin dalla nascita.

Non so se abbia senso...

Ho avuto un brivido, però, quando Mike se n'è andato. Probabilmente perché so cosa succederà *dopo*, a cosa dovranno andare incontro, e ho avuto la netta impressione che non fosse un semplice commiato, ma un vero e proprio addio.
Spero di sbagliarmi perché li stavo appena iniziando ad amare, lui ed Ash insieme. E forse non sono ancora pronta a leggere il seguito.
Roh e Fata: Ashrdv_capitoli on January 14th, 2011 02:34 pm (UTC)
E' naturale che quando si parli dei gemelli tutto inevitabilmente tenda a sdoppiarsi. Lunghezza del capitolo compreso.
^____^ È buffo perché non ci avevo fatto pienamente caso, ma è vero che sono già alcuni capitoli in cui due pov consecutivi dei gemelli vanno a occupare due post distinti.^^ Dev’essere davvero legato al loro essere doppi.^^

La tentazione è sempre quella di prenderli per i capelli e farli agire in funzione della trama, di quello che si vorrebbe succedesse. Con due entità così problematiche quali sono Dee e Ash, beh, penso che il tutto si faccia ancora più complicato.
Sicuramente. Anche perché noi tendiamo ad avere comunque un’idea abbastanza ‘morbida’ di trama – cioè, lasciare per certi versi che siano i personaggi a formarla. A parte alcuni snodi che inseriamo dall’esterno, cerchiamo di assecondarli. E il problema con i gemelli è che anche assecondandoli non sappiamo assolutamente dove andare. *rolling-eyes* Perché la situazione attuale è talmente complicata che noi abbiamo lo scopo di farli chiarire e ricostruire l’equilibrio, ma nessuna idea di *come* fare. Cioè, non sapremmo neanche bene come forzarli.^^
*rolling-eyes*

Perché fondamentalmente provo una profonda quanto irrazionale empatia verso Ash anche se io, nella realtà, assomiglio molto più a Dee. Scene madre, crisi isteriche, illogico amore travestito da egoismo... ce le ho tutte XD
^____^ L’empatia verso Ash non può che farmi sempre piacere…^^ Come mi fa piacere la somiglianza con Dee, perché credo che sia una cosa adorabile.^^ E per certi versi anche più facile da *gestire*, per gli altri, di un atteggiamento alla Ash che ignora i problemi e scappa in continuazione e in ogni modo. *rolling-eyes*

Chris lo amo e lo adoro ogni capitolo di più.
Anche io.^^ Credo sia davvero stato meraviglioso, in quest’ultima parte: per il modo in cui sa gestire i gemelli, ma soprattutto per la *disponibilità* a farlo. Perché appunto, sembra un fratello maggiore ma non è legato davvero a loro da sangue o altro, e insomma. Se l’è cercato da solo, quel casino, e continua a portarselo sulle spalle e a difenderlo con totale abnegazione.^^ (Fa molto *santo*, in effetti… *rolling-eyes*)

Com'è strano però, che due persone così drammaticamente inseparabili, ora non riescano neanche più a rimanere nella stessa stanza senza provare l'irrefrenabile impulso di prendere, girare sui tacchi e scappare il più lontano possibile.
Credo sia molto destabilizzante, sì, sia per loro che per chi li conosce. Ma penso che sia anche inevitabile, vista la loro storia recente: Dee non ha la minima idea di come fare a gestire se stesso e i suoi casini senza fare altro male ad Ash, ed Ash non ha idea di quale sia il problema in primo luogo, quindi può solo trovare come soluzione quella di tenersi il più lontano possibile da Dee perché sa che Dee ha problemi con lui. E appunto. Finché non si chiariranno davvero, questa situazione non potrà sparire del tutto, e una volta che si saranno chiariti davvero ho paura ci saranno più che altro nuovi problemi. *rolling-eyes*
È un incubo. Stiamo cercando di uscirne ma appunto, non sappiamo *come*.
Roh e Fata: Ashrdv_capitoli on January 14th, 2011 02:35 pm (UTC)
Per il libro… Devo leggerlo.^^ Promette di essere davvero interessante, grazie del suggerimento.^^ (Ho già iniziato a cercare l’ebook *rolling-eyes*). Quel che dici sui gemelli è una delle tante cose che mi hanno sempre affascinato tantissimo, riguardo all’idea di quell’unità totale, e penso che una tale comunanza possa davvero creare problemi al momento di lasciarsela alle spalle. Io spero che Ash e Dee riusciranno a capire che trovare qualcun altro non vuol dire ‘rinnegare’ il gemello, appunto, e che le due cose non devono neanche per forza sovrapporsi. Così come non stai sostituendo il tuo migliore amico quando ti innamori di qualcuno. Ma non è facile, appunto. E la strada ho paura sia appena iniziata… *rolling-eyes*

Ho avuto un brivido, però, quando Mike se n'è andato. Probabilmente perché so cosa succederà *dopo*, a cosa dovranno andare incontro, e ho avuto la netta impressione che non fosse un semplice commiato, ma un vero e proprio addio.
^_____^ No, tranquilla.^^ L’addio, se mai arriverà, è ancora lontano: in realtà anche questa trama è abbastanza ‘vaga’, per il momento, perché stiamo cercando in tutti i modi di porre i presupposti per una rottura tra loro, dato che dovremmo riscrivere la trama di mezza Rosa se decidessero di non lasciarsi neanche temporaneamente *rolling-eyes*, ma appunto, non possiamo sapere fin d’ora come andranno le cose. Nel senso, già nella scorsa versione – quella abbandonata a metà perché troppo incasinata *rolling-eyes* - tra loro c’era ancora molto di sospeso, e non erano neanche lontanamente legati come adesso. Proprio, è un’altra delle cose che ci preoccupa, perché più scene facciamo con loro più ci accorgiamo che funzionano sia come coppia reale che come coppia narrativa. *rolling-eyes*
Te ne accorgerai nel prossimo capitolo che è su di loro, di nuovo, credo.^^
Però, ecco. La partenza di Mike doveva servirci per inserire la prima mini-crisi tra loro.
Solo, non so quanto sia stato efficace, come stratagemma. *rolling-eyes*
Si vedrà.
Comunque, appunto. Siamo ancora lontani dalla loro fine, questo è abbastanza sicuro.
(E io sono *felicissima* che stiano iniziando a piacerti.^^)

Un bacio, e grazie per il commento!^^
Fatti passare il raffreddore in fretta, mi raccomando.^^

orpherica_tetra: bridgeorpherica_tetra on January 20th, 2011 04:01 pm (UTC)
Dunque. Non so se riuscirò a scrivere un commento che appaia anche solo minimamente sensato, quindi perdonatemi. Già da adesso.
Fin da quando ho iniziato a leggere la Rosa, vi ho annoiate cantando inni alla gloria di Sam. E mi sono più e più volte incastrata su Ash, finchè guardarlo attraverso Mike non me l'ha rivelato. E mi rendo conto che una parte della difficoltà che avevo, era quella di separarlo da Dylan. Perchè Dylan l'ho percepito prima, quasi subito -è fin troppo semplice amarlo. Quindi per me Ash era *il gemello di Dylan*. Non era *Ash*. Mi incartavo quando cercavo di vederlo staccato da Dee, non riuscivo. C'era bisogno davvero di quella separazione perchè Ash trovasse tridimensionalità per me. Figurarsi come lo percepisce Dylan. Come si percepisce attraverso di lui e percepisce lui attraverso se stesso -come si cresce guardandosi allo specchio quando uno specchio non c'è, e quando la distanza tra l'amore e l'affetto ed il bisogno strutturale si annulla, fino a debordare in qualcosa che di salvifico non ha più nulla. La possessività di Dylan è quasi immanente. Come se, perdendo Ash, rischiasse di perdere se stesso, e le ferite fossero da inferire ad uno perchè anche l'altro le senta. Li ho amati, in questo capitolo.
Con un nodo alla gola che non so quando sparirà.
Nessuno aveva mai cancellato totalmente il pensiero che Sam sia parte di questa storia, così tanto come loro. Fanno male.
Fa male l'idea che il nodo tra loro sia talmente stretto da essere soffocante, e non lasciar passare la voce. Lasciar passare solamente il silenzio. Un silenzio disgregante -ho paura che non torneranno mai più insieme. Che non si ritroveranno.
Non so perchè, ma mi terrorizza questo pensiero.
stemst_em on February 13th, 2011 02:56 pm (UTC)
Avrei voglia di abbracciarli, tutti e due (e anche Chris, per non trascurarlo U.U).
... Speravo l'incontro andasse un po' meglio ^^".
Ma... era inevitabile.

di come la lontananza da suo fratello abbia ucciso per sempre qualcosa e del fatto che l’infanzia si sia concluda definitivamente il giorno stesso in cui ha lasciato New York ... Si sia conclusa?
stemst_em on February 13th, 2011 03:02 pm (UTC)
Ups, avevo messo in disordine i fogli ^^".

Avresti dovuto dormire nel vostro letto perché il divano è un apostrofo ^^ arma di tortura, Dee.
Roh e Fata: Ashrdv_capitoli on February 13th, 2011 04:34 pm (UTC)
Grazie delle correzioni, come sempre.^^ Ci sei mancata.^^

Sono felice che il capitolo ti sia piaciuto e che ti abbiano fatto venire voglia di abbracciarli, perché credo ne avessero bisogno davvero.^^
E sì, temo anche io che fosse inevitabile un simile disastro. *rolling-eyes* Spero solo che man mano che passa il tempo le cose inizieranno ad andare meglio...

Un bacio^^